AVVISO IMPORTANTE

FareProgresso sarà aggiornato fino alla fine del mese di luglio 2011. A causa di segnalazioni e boicottaggi è stato attivato FareProgressoReloaded, che a partire da agosto sarà l'unica finestra disponibile.
Grazie e Buona Continuazione

Enea Melandri

lunedì 1 agosto 2011

ATTENZIONE: Continuate a Seguirci

Termina oggi l'aggiornamento di FareProgresso, che continuerà la sua attività su FareProgressoReloaded. Il cambio di indirizzo si è reso necessario dopo che qualcuno ha segnalato il blog come inappropriato, come se pensarla diversamente fosse sbagliato; ma non sono qui a cercare polemica, quello che è stato è stato, e FareProgresso continua la sua vita.

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Arrivederci a presto!

venerdì 29 luglio 2011

TV, Strangoliamo quelle Locali

C'era una volta il Conflitto d'Interessi. Berlusconi, proprietario di tre emittenti televisive e come Presidente del Consiglio controllore di altre tre, sta, per via politica, per dare il colpo di grazia anche alle televisioni locali, l'ultima concorrenza libera rimasta.

Prima, la notizia è del 7 luglio, il Ministro Romani si costruisce un mini-scudo per mettersi al riparo dai ricordi al Tar degli editori; poche righe palesemente incostituzionali: “In ragione del preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze, l’annullamento di atti e provvedimenti adottati nell’ambito delle procedure non comporta la reintegrazione in forma specifica e l’eventuale risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente”, che tradotto significa di fronte a un atto illegittimo il piccolo editore televisivo non potrà riavere la frequenza scippata, ma solo ottenere un risarcimento in denaro, ed a pagare ovviamente saranno i cittadini.
Poi, un terremoto digitale scuoterà l'etere, le emitenti locali verranno esproriate delle loro frequenze, cambiando posto sul telecomando e finendo nel limbo: “l’Amministrazione competente procede senza ulteriore preavviso alla disattivazione coattiva degli impianti avvalendosi degli organi della polizia postale e delle comunicazioni”.

Infine ecco arrivare la trovata che rinforza ancor di più il monopolio Raiset: a settembre si terranno due gare per l’ulteriore assegnazione di frequenze digitali, di cui la prima riservata agli operatori di telefonia mobile, mentre la seconda è un beauty contest (cioé un “concorso di bellezza” al posto di un’asta competitiva) per sei super-frequenze digitali, in grado di trasportare ciascuna sei canali televisivi. E saranno i concorrenti dai punteggi più alti per quel che concerne requisiti tecnici e commerciali ad accaparrarsi (gratuitamente) l’ambito premio: è del tutto evidente che si tratterà di Mediaset e Rai.
Prima si sono attirati gli imprenditori con le lusinghe della tv digitale, liberale e plurale, ed ora si distorce il mercato occupando tutto l'occupabile, spingendo sempre più giù i canali locali (a cui per legge dovrebbero essere assegnate un terzo delle frequenze..).

"A scapito degli editori emergenti" rileva il deputato democratico Peluffo, membro della commissione di vigilanza Rai "Le tv locali sono beffate due volte: i nove segnali destinati a essere venduti all’asta agli operatori di telecomunicazione erano stati assegnati alle tv locali solo sei mesi fa. Un regalo che vale 300 milioni. Pari alla metà della somma pagata all’Ingegner De Benedetti".

Di fronte ad un'Europa che ci chiede ogni giorno di aprire mercato e comunicazione, le nostre istituzioni pensano solo a tutelare gli interessi del Capo e delle sue aziende, distorcendo la concorrenza e la galassia dei media.

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giovedì 28 luglio 2011

E poi era Fini quello di Parte...

Nella serata di ieri è avvenuto qualcosa di inaspettato a Palazzo Madama, dove è in discussione il ddl sul 'processo lungo'. Renato Schifani, di cui rispetto la legittima opinione, sia chiaro, è venuto meno al suo ruolo di garnate imparziale.
Il Presidente ha dichiarato che si attiverà per garantire che entro giovedì 4 agosto (ultimo giorno di lavori prima delle vacanze) il Senato voti il disegno di legge sul processo lungo e gli ultimi provvedimenti in calendario.
L'annuncio di Schifani ha scatenato la reazione del senatore democratico Zanda, a quanto pare d'accordo con me "L'opposizione cercherà di impedire l'approvazione del ddl".
Schifani, in un eccesso di political correct, lo ha ripreso "Lei può essere contrario, ma l'uso del termine 'impedire' denota un atteggiamento che va al di là dell'esercizio parlamentare. E' un'espressione troppo forte. Può manifestare contrarietà...". Va bene la forna, ma su, non mettiamoci a cavillare su ogni singola parola.
Al che, Zanda spiega "Lei deve presiedere e non deve battibeccare con i senatori. Lei non doveva dire che intende far approvare i provvedimenti, lei deve regolamentare i lavori" e rincara "La prima persona che deve fare attenzione al linguaggio è proprio lei".

Ecco, il Presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, non deve rendere conto o cercare di assencondare i voleri di nessuno, deve presiedere e dirigere i lavori dell'assemblea.
Ripeto, come già difesi Fini ai tempi del dissenso interno con Berlusconi, Schifani ha diritto di aver le sue idee, ed io sarei anche favorevole al voto per i Presidenti delle Camere, ma non deve piegare il lavoro del Senato alle direttive del Governo.

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Differenze tra Diversi

Capiamoci, l'omofobia non merita un'aggravante colposa perchè i Gay sono cittadini uguali agli altri, ma i Negri, gli Zingari, i Buddisti, i Neozelandesi, gli Animisti, i Musi Gialli invece no, e infatti per punire i reati di odio verso di loro hanno l'art. 3 della legge 205/1993: "Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà". (ne parlo anche qui)
E non parliamo poi delle Donne, per cui è stata partorita addirittura l'idea delle Quote Rosa, per cui non contano più le tue capacità, ma cos'hai in mezzo alle gambe! (spiego meglio il mio punto di vista in merito qui)
Esistono quindi Diversi di Serie A e di Serie B. I Diversi tutelati e i Diversi non tutelati, che per non tutelarli si dice che sono Uguali agli altri.

Già mi vedo i commenti "Ma cosa dici?! Nessuno è diverso!".
Certo, socialmente, civicamente, nessuno lo è, ma la vecchia litania del 'Tutti Uguali' sta diventando controproducente, e dà origine a situazioni grottesche (come nel caso della modella Naomi Campbell, ne parlo qui).
Ricordo una manifestazione a Cesena contro il razzismo, dallo slogan bellissimo che secondo me riassume perfettamente il mio pensiero: "Tutti Uguali, Tutti Diversi, Tutti Insieme". Una società plurale, multietnica, multiculturale, multireligiosa, multisessuale, multitutto, dove ognuno è uguale nella sua diversità.

Tornando alle leggi, qui si sta scatenando una guerra tra poveri. Seguendo l'antico adagio 'divide et impera' si vuole suddividere la società in categorie, da mettere in contrapposizione tra loro; già con i vari provvedimenti sull'immigrazione si cercava di mettere i clandestini contro i regolari, i comunitari contro gli extracomunitari.

PS: i toni accesi all'inizio del post servivano proprio per marcare questo conflitto sociale, non intendevo offendere nessuno.

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mercoledì 27 luglio 2011

Qui si parla di Odio

Scavando nei codici ci si imbatte nella legge 205/1993, che all'articolo 3 recita: "Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà". E' con questo spirito che era modellata la legge contro l'omo e la transfobia.
E invece, bocciata ancora: 293 sì contro 250 no alle pregiudiziali di costituzionalità presentate UDC, PdL e Lega, che richiamavano alla tutela dell'articolo 3 della Costituzione, che sansisce l'uguaglianza di tutti i cittadini.
Lascia il tempo che trova la giustificazione di Fabrizio Cicchito: “Noi non abbiamo nessun atteggiamento omofobo e la nostra posizione di fondo è quella di considerare i gay come dei cittadini uguali agli altri e proprio per questo contestiamo ogni trattamento giuridico specifico e differenziato che come tale ammetterebbe e accentuerebbe una diversità, sostanzialmente incostituzionale”.
Qui non si parla di uno scippo, da punire diversamente se la vittima è etero o lesbica, qui si parla del movente.
Come dicevo qui, leggi come queste saranno necessarie fino a quando non si arriverà ad una società veramente civile, aperta, plurale e libera.

Dino Amenduni sul Fatto contesta come il partito di Casini, che è cofirmatario delle votazioni che hanno affossato la legge, governi in molte realtà locali con PD, IdV e SeL, ma trovo questi rilievi privi di fondamento, in quanto è diverso amministrare un territorio o legiferare sul piano nazionale. I problemi, come prevede anche lo stesso Amenduni, arriveranno se al Governo ci sarà una coalizione con UDC e centrosinistra insieme (che, con queste teste, non è nemmeno un'utopia così irrealizzabile).

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Io Avrei proprio Cambiato Televisore

Inaugurato il 'Cantiere Popolare', il laboratorio politico che vuole portare il PID (per chi se lo fosse perso, sono i Popolari di Italia Domani) nella grande famiglia del Partito Popolare Europeo. Nata da una costola dell'UDC, la formazione conta 4 deputati 'responsabili', tra cui il Ministro Saverio Romano.
Tra gli applausi del pubblico accorso al cantiere, dichiara Romano: "... la famiglia naturale! ... la famiglia fatta con un uomo e una donna che si sposano per avere figli, non quelle famiglie che abbiamo visto sposato ieri a Madattan in quelle scene che realmente fanno rabbrividire ... io avevo la mia bambina accanto e ho dovuto cambiare canale della televisione ... è logico che sia così, la bambina di 6 anni mi chiederà ma perché quei due uomini si baciano, perché si sposano, ed è complicato poterglielo spiegare ... quando ancora le nostre televisioni danno ancora questi messaggi negativi".
Che rischio! Meno male c'era il telecomando a portata di mano!

A far rabbrividire qui ci sono solo le tue parole, caro Saverio, intrise di un peloso bigottismo dal sapore reazionario, e i 'messaggi negativi' non sono certo da ricercare in due persone - adulte, consenzienti, ma questo c'entra poco o nulla - che si amano. Mi sembra di cattivo gusto lanciare una simile accusa, ma evidentemente questo piccolo omuncolo non è neanche in grado di parlare con la figlia, suppongo chiamerà qualcun'altro a spiegarle come nascono i bambini, magari un prete.
Da notare poi nell'ultima frase "..quando ANCORA le nostre televisioni danno...", evidentemente per il futuro il nostro ministro sogna una bella tv monotematica e magari anche monocanale, che azzeri ogni punto di vista e non parli delle differenze del mondo.
Davvero gran brutte cose la Cività ed il Progresso.
E questo è un Ministro della Repubblica Italiana.

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Non è un Controsenso

Quando mi sentono dire che sono di Sinistra, mi becco le occhiatacce dei liberali più puri, che subito mi etichettano come l'ennesimo avversario comunista. Viceversa, gli amici più rossi imbracciano falce e martello e mi danno pacche sulle spalle, sdilinquendosi in inni stalinisti.
Quando però mi sentono parlare di Libero Mercato e Libera Concorrenza, apriti cielo!
Non è questo il momento di parlare di come la NOSTRA destra si sia arrogantemente impadronita di questi termini, e di come la NOSTRA sinistra l'abbia allegramente lasciata fare, ma io sono dell'idea che un sano liberalismo (vogliamo definirlo 'progressista'?) sia da considerare come elemento basilare della cultura politica della sinistra.

Dire, ad esempio, che sarebbe bene abolire o ripensare gli Ordini Professionali, che classifico come corporazioni e caste autoreferenziali che ostacolano la concorrenza e quindi il diritto dei consumatori di fruire di un servizio o di un prodotto a minor costo, non credo sia un discorso di destra. Si tutelano da un lato i diritti dei cittadini, e dall'altro se ne esalta la libertà personale, di fare impresa, commercio, sviluppo.
Considero questo modo di pensare, per certi versi, più a sinistra di molte correnti ultracomuniste, che vorrebbero una società immobile ed arroccata sui suoi modelli e le sue posizioni.

Se poi vogliamo allargare il campo d'azione oltre l'economia, anche i matrimoni gay sono un esempio di pensiero liberale, la libertà di stampa è liberale, la regolarizzazione della prostituzione è liberale, l'antiproibizionismo è liberale, il testamento biologico e l'eutanasia sono liberali. Per cui, Compagni che vi riempite la bocca di Lenin e Mao, ma che vi stracciate le vesti per Eluana Englaro, per la libertà d'inchiesta della Gabanelli, per Gianluca e Michele che vogliono sposarsi, per il ragazzo sbattuto in carcere per due canne, ma che preferireste essere accusati d'omicidio che di essere liberali, sappiate che tutte queste Vostre (Nostre) lotte sono di matrice liberale.
E non c'è niente di male, non andate a cercare vaccini o icone a cui giurare fedeltà.
Si può ambire ad un'istruzione pubblica, gratuita ed obbligatoria per tutti, credere in un sistema sanitario efficiente, difendere il contratto nazionale del lavoro, lottare per uno stato laico e rispettoso delle differenze, anche senza essere comunisti; sono cose possibili anche nelle idee di un progressista liberale, un liberalsocialista.

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martedì 26 luglio 2011

Amy ha Scelto

"Hanno tentato di portarmi in un centro di riabilitazione ma ho detto NO, NO, NO" sono le parole della cantante Amy Winehouse, trovata morta sabato pomeriggio a casa sua, a Londra, probabilmente per overdose. Una voce, ed un talento, fuori dal comune quelli di questa cantautrice britannica, spentasi a soli 27 anni come tanti altri artisti prima di lei.
Ma Amy ha scelto di morire, ha scelto la strada dell'autodistruzione tra alcol e droga, anche quando la società ha tentato di farle imboccare un percorso di riabilitazione, come scrive nel suo 'testamento musicale', la canzone Rehab.

I media ed i social network sono stati travolti dal fragore della notizia, alzando un'onda emotiva che si è allargata in ogni direzione.
"Era ricca e famosa, che bisogno aveva della droga?" è la sintesi di molti commenti che si leggono in rete. E bravi i miei filosofi da due soldi, che prima snocciolate perle come 'il denaro non dà la felicità' poi vi lanciate in questi ripugnanti materialismi.
Ma c'è anche chi la innalza come simbolo di libertà e di coraggio: "Un esempio da imitare per tutti i disperati" scrive Federico Mello sul Fatto Quotidiano. Un'opinione che non condivido, perchè è vero che Amy ha vissuto liberamente i suoi 27 anni senza conformismi, ma si è anche visto dove l'ha portata la sua libertà, e non si può idolatrare una tossica alcolizzata che ha buttato - seppur consapevolmente - la sua vita nel cesso.

Arriva poi Forza Nuova, che a poche ore dal ritrovamento del corpo già mandava in stampa i manifesti con la foto della cantante e lo slogan "SE TI DROGHI NON TI AMY". E qui s'è alzato il finimondo, tra accuse di 'mancanza di rispetto' e di 'strumentalizzazione'.
Il rispetto ai morti mi sembra uno dei più insensati stereotipi delle religioni: il rispetto si porta ai Vivi, se se lo meritano; non come nel mio dialetto che accanto al nome di un defunto si mette sempre - per rispetto - l'aggettivo PUOR (Povero, poveretto, ndr). Mia nonna fu sommersa di insultì quando arrivò a dire 'E PUOR CRAXI'.
Non ritengo fondata neanche la colpa dell'uso strumentale, perchè non si distorce la realtà, non si dice o si sottende alcuna falsità. Lo vedo come un giusto messaggio di sensibilazzione, veicolato forse in maniera un po' forte, ma diretto ed onesto.

E tutto questo, sia chiaro, lo dico da antiproibizionista, a favore della legalizzazione delle droghe leggere (anche se adesso va di moda la frase "non esistono droghe leggere!") e della regolarizzazione di quelle pesanti: creare canali di distribuzione (sert, ospedali..) più facili per strapparne il monopolio alla criminalità e aprire le 'sale del buco' dove assumere droghe senza rischi di nuocere alla propria o all'altrui incolumità.

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lunedì 25 luglio 2011

Viva Breivik?

Una dichiarazione che lascia allibiti, quella di Bruno Berardi, presidente dell’Associazione Domus Civitas, vittime della mafia e del terrorismo ed esponente di Fiamma Tricolore:
"Finalmente si sta risvegliando una coscienza comune per difendersi dalle forti invasioni che i cercatori di profitti a ogni costo di tutto il mondo ci hanno costretto a subire tenendoci in ostaggio con mille bugie senza poter reagire. Questa gente distrugge il nostro benessere, la nostra religione cristiana e la nostra cultura. Pertanto viva Breivik".

E' questo che vi insegna la vostra religione? Ad ammazzare gente indifesa per difendere la vostra cultura?
Più sento cose di questo tipo e più mi sento un integralista ateo.

Senza Neanche il Bagno

Wow finalmente vede la luce l'ultima sparata leghista! Tre ore di cerimonia per inaugurare gli uffici pluri-ministriali a Monza. Centocinquanta metri quadrati in tutto, un ufficio per Bossi, uno per tre ministri, Tremonti, Calderoli e Brambilla, ed uno per il personale (due dipendenti al massimo, dicono); due divanetti, zero telefoni, un computer, due statuette dell'Alberto da Giussano.
Alle pareti, però, dopo mesi di assurde battaglie ideologiche, neanche un crocifisso: una foto di Napolitano, una del Senatur, degli arazzi e dei quadri che raffigurano il giuramento di Pontida e la battaglia di Legnano.
"Un sogno che si avvera" dicono entusiasti "sarà il nostro pensatoio, per rilanciare l'economia".

Non mancano le polemiche: alcuni deputati Pdl del Lazio parlano esplicitamente di regressione feudale.
Simili i toni del sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Quello che è avvenuto oggi a Monza rimane inaccettabile da tutti i punti di vista. Anche se la Lega, dopo la vittoria delle mozioni parlamentari a favore di Roma Capitale, ha dovuto ripiegare dall’iniziale proposta di spostare sedi dei Ministeri al nord alla semplice creazione di ‘uffici decentrati’ e ‘sportelli del cittadino’, l’iniziativa è impresentabile sia sul piano simbolico sia sul piano sostanziale" e conclude “E’ l’esatto contrario dello spirito autentico del federalismo”.

Anche dall'Onorevole Iannaccone, di Noi Sud, parole dure “Dopo l’apertura a Monza degli uffici distaccati dei ministeri dell’Economia, delle Riforme, e della Semplificazione normativa abbiamo avuto la conferma di un esecutivo succube della Lega"; però anche lui vuole la sua parte di fuffa "Nei prossimi giorni ci aspettiamo un segnale chiaro dal governo con l’individuazione al sud di quattro sedi distaccate dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, del Turismo e delle Politiche agricole. Tuttavia" un barlume di buon senso "siamo consapevoli che non è con le sedi di rappresentanza che si supporta un territorio, ma con misure concrete a sostegno della sua economia, dei suoi imprenditori, dei suoi commercianti e della sua classe lavoratrice. O il presidente Berlusconi e il governo accolgono le nostre richieste o saremo costretti a rivedere il nostro appoggio ad un governo che sta deludendo profondamente il popolo meridionale”.

Operatività della struttura: assente (si parla di settembre).
Eccola la Rivoluzione Padana dopo 10 anni di governo!

venerdì 22 luglio 2011

Amo queste Provocazioni

Le amo ma non so quanto sono d'accordo con quella lanciata da Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia.
“Smaschereremo tutti quegli omosessuali invisibili, politici, preti, uomini e donne di potere, che per nascondersi si accaniscono pubblicamente contro le libertà e i diritti delle persone omosessuali” Mancuso non è più disposto ad aspettare che le istituzioni si muovano sui diritti lgbt.
E su questo sono con lui: il nostro Parlamento non è neanche in grado di approvare una pulciosa legge contro l'omofobia e la transfobia mentre il resto del mondo va avanti, e si moltiplicano unioni civili e matrimoni.

“Ciò che c’è scritto in quelle orribili pregiudiziali è offensivo della dignità di milioni di cittadine e cittadini italiani, che a differenza di tutto il resto d’Europa, in Italia sono trattati come dei pericolosi pervertiti. Non è più sopportabile dopo quarant’anni di battaglie continuare ad essere pazienti e corretti, mentre ogni giorno si viene aggrediti e discriminati" e parte all'attacco "Se saranno approvate le pregiudiziali di costituzionalità, è pronta una campagna che tenendo conto delle leggi in vigore, attuerà una forma intelligente di outing per far comprendere all’opinione pubblica quanta violenta ipocrisia sia presente nella classe dirigente italiana l’operazione non sarà promossa nè gestita da Equality Italia, rete trasversale per i diritti civili, ma da siti gay indipendenti”.

E' sicuramente una strategia arguta quella presentata da Mancuso, e rappresenterebbe anche un degno contrappasso per l'ipocrisia di molti politici.
Come Cittadino, come Elettore, mi piace la sfida lanciata: per la sottile arguzia e per il significato politico che le si dà. Ma poi come Uomo mi fermo a riflettere e, con tutte le naturali Debolezze che ognuno di noi ha, mi chiedo se è davvero giusto gettare così in pasto ai lupi la vita privata di un cittadino.

In linea di principio sono assolutamente favorevole alla proposta di Mancuso, ma è un senso di solidarietà umana a frenarmi. Una solidarietà umana di cui sento la necessità viste le condizioni sociali dell'Italia; condizioni che se non ci fossero non ci sarebbero neanche la minaccia di Mancuso o i politici ipocriti. Un circolo vizioso.

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Finalmente Qualcuno Alza la Voce contro di Loro

Un attacco senza precedenti, quello dell'Irlanda, della cattolicissima Irlanda, contro le gerarchie ecclesiastiche.
“Questa e’ una Repubblica, non il Vaticano”, il primo ministro Enda Kenny, e poi il Parlamento irlandese, hanno censurato il papato dopo che ‘per la prima volta un rapporto sugli abusi sessuali del clero ha messo in luce un tentativo della Santa Sede di frustrare un’inchiesta in una repubblica democratica e sovrana, e questo tre anni fa soltanto’.
Sono 19 i sacerdoti accusati di molestie e coperti in qualche modo oltretevere “I nostri rapporti con la Santa Sede mai più come prima” la conclusione. Mai prima di oggi il capo di un governo irlandese aveva parlato con tanta forza contro il Vaticano. Kenny, e all'unanimità tutto il Parlamento, hanno accusato le gerarchie cattoliche a Roma di aver messo gli interessi della Chiesa davanti a quelli delle vittime.

Le reazioni? L’arcivescovo di Dublino Diarmuid Martin ha rilasciato un'intervista televisiva quasi in lacrime per puntare i riflettori sulla ‘cabala’ che ‘rifiuta di riconoscere le norme della Chiesa’; l’alto prelato ha messo in guardia che nuove inchieste sulla pedofilia nelle diocesi rischiano di non arrivare a conclusione ‘se la gente nella Chiesa Cattolica non è pronta a dire la verità'.
Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana, ha dichiarato che ‘la Santa Sede risponderà opportunamente alla domanda posta dal Governo irlandese a proposito del Rapporto sulla diocesi di Cloyne’.
Scene già viste, parole già sentite.

Il rapporto origine dello scandalo, ha messo in luce abusi su minori commessi da sacerdoti nel periodo 1996/2009, un dossier che secondo il Parlamento ‘scava nelle disfunzioni, l’elitismo, il narcisismo che domina fino a oggi la cultura del Vaticano’.
"Questa non è Roma. Questa è la Repubblica d’Irlanda 2011, una repubblica fondata sul diritto" ha detto il Premier prima del voto sulla mozione che accusa il Vaticano di aver boicottato i vescovi irlandesi intenzionati a denunciare i casi sospetti alla polizia.

Un applauso da parte mia a Enda Kenny ed ai 226 parlamentari irlandesi (166+60) per la delibera approvata.
Solo un appunto chiedo al Primo Ministro irlandese: non chiami Roma uno stato sovrano quale è la Città del Vaticano, soprattutto non in circostanze del genere. La già minata reputazione italiana gliene sarà grata.

giovedì 21 luglio 2011

Fine del Voto Segreto? Spero di No

Alla Camera, con il voto sull'arresto dell'Onorevole Papa pare essersi conclusa anche l'era del voto segreto.
I deputati di PD e IDV, ma anche Maroni l'ha utilizzato, quasi imponendo la linea ai leghisti, si sono inventati il trucco del voto con la mano sinistra: inserendola nella cavità dove si trovano i pulsanti è impossibile digitare il no con l'indice della mano sinistra.

Poi arriva Cicchitto, che chiede di invalidare il voto perchè “In quest’aula deve esserci garanzia di un voto segreto, non la parodia di un voto segreto” nel mirino i cronisti appollaiati in tribuna ”Va assicurata la possibilità per il singolo deputato di poter lavorare e scrivere al suo posto in aula senza essere spiato e fotografato. In questo vogliamo essere garantiti dalla presidenza”.
E qui, mi tocca ammettere che quando ha ragione (una volta tanto) bisogna dargliela: il voto segreto dev'essere segreto. Per cui niente strumenti o tecniche imposte che permettano di palesare i voti. Se uno vuole, annuncia la sua intenzione, prima o dopo.

Io credo che il voto segreto dei parlamentari sia un valido escamotage per intercettare i cani sciolti ed i franchi tiratori nascosti nei partiti che dissentono dalla linea della maggioranza ma hanno timore ad esporsi. Non dimentichiamoci che tante volte in passato il voto segreto ha permesso di arrivare a risultati inattesi, su provvedimenti magari di buon senso, ma che spaventavano una casta, politica, industriale, mafiosa o religiosa.

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E' Nostro Compito

Un accesissimo scontro è scoppiato ieri alla Camera tra i deputati Alessandra Mussolini (PdL) ed Emanuele Fiano (PD). L'esponente democratico era intervenuto per denunciare il vicesindaco PdL di Boltiere (BG), Maurizio Testa, che si presenta su Facebook con il saluto romano in una foto sulla tomba del Duce a Predappio; "Zio Benito" lo chiama affettuosamente, ringraziandolo per "la forza che lui sa dare".
Fiano ha fatto una ricostruzione storica ed ha ricordato "al signor Testa da che parte stava Benito Mussolini: non dalla parte degli italiani consegnati ai nazisti; non degli antifascisti torturati in via Tasso; non dalla parte degli 8500 ebrei consegnati nelle mani dei nazisti perchè venissero deportati e uccisi nei lager". Ha inoltre magistralmente aggiunto che in Italia "a volte si perde il senso della storia se un amministratore pensa di andare ad inneggiare un dittatore che in questo paese ha negato la libertà e ha collaborato affinchè venissero, prima espulse dalle scuole, dal lavoro, dalle loro occupazioni, e infine uccise migliaia di persone tra cui, appunto, 8500 ebrei".
E' a quel punto che la nipotina del Duce parte all'attacco: "Piazzale Loreto è stato uno scempio. Mio nonno è stato massacrato senza alcuna condanna o processo. Sono orgogliosa di lui. Nessuno, in quest'aula, si deve permettere di chiamare assassino mio nonno, del quale ho dato il cognome ai miei tre figli".

Sono parole inacettabili quelle di un Deputato della Repubblica che si permette di difendere il più sanguinario dittatore della Storia d'Italia, che instaurò una dittatura autoritaria e violenta, trascinò il paese in guerre di conquista, avviò progetti antisemiti ed avvallò deliri razzisti del Nazismo, contribuendo alla deportazione nei campi di concentramento di ebrei e dissidenti.

Non lasciate che il revisionismo ed il negazionismo cancellino così la memoria storica del paese, raccontate, ricordate, tramandate; di quelli che hanno vissuto quegi orrori ne restano pochi ormai, e per questo è importante che la nostra generazione, a cui questi fatti sono stati raccontati dai protagonisti, continuino a portare avanti la memoria politica, civile e sociale dell'Italia.

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mercoledì 20 luglio 2011

Brutta la Concorrenza, vero Eni?

Ricordate le famose lenzuolate di Bersani nel 2007, con cui le catene di supermercati hanno avviato anche la vendita di medicinali e carburanti? Guarda caso da quando l'aspirina si trova anche alla Coop, le farmacie hanno cominciato a fare gli sconti; questo è un esempio di sano libero mercato e concorrenza.

Causa ovvie questioni tecniche e pratiche, lo sviluppo di una rete alternativa di pompe carburanti non è così rapido come per i farmaci, ma se poi anche un colosso come l'Eni si mette in mezzo, gli obiettivi delle liberalizzazioni vanno a farsi benedire.
Succede a Cesena, dove la Conad vorrebbe aprire il suo 12° impianto (stiamo parlando del 12° in Italia); l'azienda leader del mercato degli idrocarburi Eni, però, arriva ad appellarsi al Capo della Stato contro il comune di Cesena e la provincia di Forlì-Cesena per "Concorrenza sleale e concessione illegittima"; chiede quindi la sospensione degli effetti della delibera che introduce una modifica al Piano regolatore generale di Cesena, perché considera l’apertura dell’impianto, un solo impianto, non tollerabile per il mercato.
Secondo il direttore generale di Conad, Francesco Pugliese "la reazione dell’Eni preoccupa ancor più perché cade in un momento di forti difficoltà economiche per le famiglie. Impedire o cercare di porre un veto alle liberalizzazioni quando la stessa Comunità europea ne reclama la corretta attuazione è un controsenso. Fino ad oggi, nei nostri impianti, gli automobilisti hanno risparmiato 20,2 milioni di euro; è un risultato che non accettiamo sia mascherato accusandoci di concorrenza distorsiva”.

Le 11 pompe targate Conad minacciano il gruppo Eni, forte di oltre 4500 distributori sul territorio nazionale. Davide contro Golia.

martedì 19 luglio 2011

Dimenticavo, bravo Calderoli!

Nella proposta di riforma costituzionale a firma Calderoli (ne parlo qui), in mezzo a vari deliri autoritari e verticistici, spunta anche quella che ritengo una valida innovazione: lo stipendio parlamentare legato alle presenze in aula.
"I componenti della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica hanno il dovere di partecipare ai lavori dell'Assemblea e delle Commissioni. Ricevono un'indennità stabilita dalla legge, in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti" prevede la bozza, che così modifica l'articolo 69 della Costituzione.

Stavolta mi tocca fare i complimenti al Ministro per la Semplificazione Legislativa, e colgo l'occasione per rilanciare: dopo l'assenza ingiustificata ad oltre il 10% delle sedute nell'ultimo mese solare, la carica parlamentare decade, e si viene sostituiti dal primo dei non eletti.
Evidentemente gli assenteisti hanno di meglio da fare.

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A Volte Ritornano

Arriverà oggi al preconsiglio dei Ministri la bozza a firma Calderoli di riforma costituzionale della struttura istituzionale dello Stato. 32 articoli che spaziano dalle lusinghe anticasta al potenziamento dei poteri del Presidente del Consiglio, fino all'impossibilità per il Parlamento di rimuovere l'esecutivo.
Si legge nella proposta Calderoli: “La riforma intende garantire una maggiore stabilità di Governo ed un rafforzamento del Premier, che assume la denominazione di Primo Ministro. La legge elettorale per la Camera dei deputati dovrà garantire la formazione di maggioranze solide. Il Primo Ministro sarà nominato dal Presidente della Repubblica sulla base dei risultati delle elezioni”. Inoltre, “il Primo Ministro nomina e revoca i Ministri, i Viceministri ed i sottosegretari”. Il premier “può richiedere al Presidente della Repubblica lo scioglimento della Camera dei deputati, anche indipendentemente dall’approvazione di una mozione di sfiducia “.
Intanto, il Premier, come figura dirigenziale del Governo, non esiste nell'ordinamento italiano, esiste il Presidente del Consiglio dei Ministri, che ne presiede ed amministra i lavori (ne parlo anche qui).
Già nel 2006, durante la XIV Legislatura, la maggioranza parlamentare che sosteneva il governo della Casa delle Libertà approvò un disegno di legge costituzionale concernente "Modifiche alla Parte II della Costituzione" che, nella parte riguardante la forma di governo, adottava il Premierato, che non si discosta molto da questa stesura. La riforma fu cassata da un referendum consultivo nello stesso anno; interessante notare come, nonostante non fosse necessario il quorum per questo tipo di consultazione, l'affluenza fu del 52,3%. Berlusconi risveglia la parte migliore di Noi.
Vi è poi la riduzione di circa il 47% dei Parlamentari: “da 630 deputati e 315 senatori si passa, rispettivamente, a 250 deputati e 250 senatori”. Il problema non è QUANTI sono in Parlamento, ma CHI sono... e qui si torna alla legge elettorale, anche quella a firma Calderoli.
Poteva forse mancare il Senato Federale? Certo che no: senatori eletti su base regionale contestualmente al rinnovo dei consigli.
Un'altra mistica da più parti richiesta è il superamento del bicameralismo perfetto, che in questa versione snellisce l'iter delle leggi, ma dà al Governo il potere di richiedere il voto della Camera (nel caso non gli andasse bene il testo approvato dal Senato, così alla fine è sempre lui che comanda, ndr).
Arriviamo alla 'sfiducia costruttiva', vero obbrobrio democratico del testo: “La riforma mantiene il rapporto di fiducia esclusivamente fra il Governo e la Camera dei Deputati . L’approvazione della mozione di sfiducia non comporta lo scioglimento necessario della Camera dei Deputati. Infatti, è possibile che il Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni, nomini un nuovo Primo Ministro oppure che la Camera dei Deputati stessa, nell’ambito della medesima maggioranza, individui un nuovo Primo Ministro”. La riforma contiene anche una sorta di meccanismo anti-ribaltone in quanto la mozione per la designazione di un nuovo premier deve essere approvato dalla maggioranza assoluta e deve essere conforme a risultato delle elezioni.
Maliziosamente, direi che si voglia stavolta aumentare il potere del Presidente della Repubblica sperando in un salto della quaglia del Cavaliere: della serie 'visto che non ho più consenso nel Paese, mi faccio eleggere direttamente dai miei mercenari al Parlamento e da lì poi comando lo stesso'.

Qualche spunto interessante c'è, ma nel suo complesso si tratta della solita riforma di matrice berlusconiana verticistica ed accentratrice, e non può trovare il mio favore.

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lunedì 18 luglio 2011

Era Tutta una Finta

Un blitz notturno ha cancellato i tagli ai costi della politica: il progetto del Ministro Tremonti viene così cassato da due emendamenti a firma PdL tra il 12 ed il 13 luglio, azzerando o quasi il risparmio di 82 milioni di euro.
Il primo colpo, a firma Picchetto, prevede un adeguamento della paga a quella non dei 17 paesi euro, ma dei 'sei principali' paesi Ue, quindi dei più grandi.
Il secondo, siglato dal tandem siculo Fleres-Ferrara, sancisce che tale aggiustamento andrà fatto in base alla 'media', sì, ma 'ponderata, rispetto al Pil' di quei paesi, intendendo per 'grandezza' non più la popolosità, ma la loro ricchezza.
Il senatore democratico Sanna protesta, facendo notare "che con il sistema prescelto da maggioranza e governo la riduzione, se ci sarà, sarà lievissima".
Scompare anche la norma che cancellava i vitalizi dei parlamentari, più di 218 milioni milioni di euro per un esercito di 2.238 ex deputati e senatori.
Solo annunciato ma neanche mai scritto l'azzeramento delle indennità dei ministri, più di un milione di euro all'anno.
I rimborsi elettorali ai partiti per le elezioni, ridotto solo del 10%, ossia un risparmio di appena 18 milioni (che non è poco, ma a confronto dei 180 pronosticati...).

Scongiurata, quindi, la 'deriva populista', come definita dalla maggioranza. Il 'prestigio del Parlamento' è salvo.

venerdì 15 luglio 2011

Omofobia a Scuola, solidarietà del Nuovo Partito d'Azione dell'Emilia Romagna

Il Nuovo Partito d'Azione vuole esprimere tutta la sua solidarietà alla studentessa 17enne di Ravenna vittima di una vera e propria aggressione omofoba (fortunatamente solo verbale) da parte della sua insegnante di religione.
Senza tirare in ballo sofisticate espressioni politiche, siamo in questo momento vicini alla giovane, che in luogo così importante per la sua crescita, culturale, sociale e civile, si è scontrata con l'inciviltà di una docente che ci auguriamo venga quanto prima rimossa dal suo incarico per l'incompatibilità del suo ruolo e l'incapacità di superare le proprie idee personali, o anche solo di tenersele per sé.
Vogliamo però chiedere alla studentessa di non lasciare che la stupidità e l'arretratezza di una persona qualsiasi mettano a rischio il suo percorso scolastico ed il suo futuro, perchè attorno a lei ci saranno sempre persone pronte a capirla e a darle conforto, a credere con lei in un futuro di Libertà, di Rispetto e di Civiltà.

Enea Melandri, NPA di Ravenna
Leonardo Maga, NPA di Rimini
Stefano Beretta, NPA di Bologna
Pino A. Quartana, Segretario Nazionale NPA

Compagni, Oggi più che Mai

Un vespaio si è alzato attorno a Vendola, che ha abiurato il termine compagni, storicamente utilizzato da comunisti, socialisti e radicali (a parte il black-out dell'alleanza col centrodestra, in cui non si usava più quell'appellativo, ndr).
Non è la prima volta che scoppia il caos su questo, la polermica tenne banco per mesi quando Ds e Margherita si fusero dando vita al Pd.

In un'intervista rilasciata il giorno dopo, il leader di Sel ha poi, come si dice dalle mie parti, cercato di appallotolarla per renderla più digeribile, minimizzando, smentendo, dicendo di essere stato frainteso (una smentita, di questi tempi, non si nega a nessuno, ndr), dissotterrando equilibrismi dall'etimologia italiana e dalla storia del Pci.
Vendola preferisce circondarsi di 'Amici'.
Che direi che è un po' diverso: ho degli amici che non sono compagni, come dei compagni che non sono automaticamente miei amici; succede che le cose si sovrappongano, ma ripeto non è ovvio e non è automatico. Un po' come per i colleghi di lavoro.

Anche nel Nuovo Partito d'Azione, di cui faccio parte, l'affaire-compagni ogni tanto fa la sua comparsa; l'NPA è una formazione abbastanza traversale, che riunisce principi liberali (erroneamente secondo me definiti 'di destra'), radicali e socialisti, e capita che qualcuno storca il naso sentendosi chiamare così.
A me basta sapere che anche i Partigiani, tra cui c'erano comunisti, azionisti, democristiani e liberali, tra loro si chiamavano Compagni.
Se è vero, ed io lo penso, che ci troviamo in una situazione di emergenza democratica, con la società calpestata da una maggioranza autoreferenziale, censorea, illiberale e reazionaria, e che serve una nuova Resistenza, allora, da non comunista, sono il primo a etichettarmi come Compagno, come Partigiano del Nuovo Millennio.

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giovedì 14 luglio 2011

Ordini Professionali, Chi Tocca i Fili Muore

Nel testo della manovra era inserita anche una parziale liberalizzazione degli ordini professionali, in particolare degli avvocati e dei notai. Ottimo: da tempo l'Europa ed i mercati chiedono un intervento in questa direzione, per combattere il corporativismo che avvelena l'economia ed ostacola la concorrenza.
Altolà! Ottanta parlamentari del PdL hanno annunciato che "fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali" non voteranno mai il testo "dovesse anche cadere Tremonti".
E così, anche il Ministro dell'Economia, a cui va il merito di aver tentato di mantenere una promessa che la politica fa da 17 anni, è costretto alla ritirata.

Arriva così l’emendamento di Gilberto Picchetto Fratin (PdL), relatore della manovra in commissione Bilancio al Senato, non si toccano 'le categorie riconosciute dall’articolo 33, quinto comma, della Costituzione' (gli ordini professionali, appunto), ma per stimolare la crescita 'il Governo formulerà alle categorie interessate proposte di riforma in materia di liberalizzazione dei servizi e delle attività economiche'. Trascorso il termine di 8 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto 'ciò che non sarà espressamente regolamentato sarà libero'. Anche qui, quindi, tutto rinviato al 2012 (cioè probabilmente al nuovo Governo).

Anch'io sono favorevole all'abbattimento di queste corporazioni, residuati da economia fascista, perchè frenano la libera concorrenza, ad esempio imponendo minimi tariffari, ma anche impedendo l'accesso ai giovani capaci, chiudendosi a riccio ad ogni novità possa ostacolare il loro status di casta.

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Peggio della Pena di Morte

Uso un titolo un po' forte per parlare del testo approvato alla Camera sul testamento biologico. Una legge che comunque si autosvaluta, perchè, alla fine, non dà valore alle disposizioni anticipate di trattamento del paziente perchè lascia tutto alla discrezione del medico.
Ribadendo il no all'eutanasia, impedisce la sospensione dell'alimentazione forzata.
Ma la cosa che mi fa quasi ridere è un'altra: il paziente non potrà dire a quali trattamenti NON essere sottoposto, ma quali invece autorizza. Dico che mi strappa un sorriso amaro perchè non è che siamo tutti così esperti di terapie mediche, ed è inutile fare un elenco delle cose che si possono fare: se il paziente vuole vivere, in qualunque condizione fisica o neurologica, si fa tutto il possibile per curarlo, e basta.

La Dat, però, non si applica in condizioni di urgenza o quando il soggetto versa in pericolo di vita immediato. E questo è anche giustificabile, perchè comunque una diagnosi non si accerta così velocemente. (un discorso simile l'avevo fatto in precedenza sul tema, qui)
Infine, come dicevo, il disegno di legge specifica che gli orientamenti espressi dal paziente nelle Dat rimangono non vincolanti per il medico curante. Per cui, la decisione finale spetta comunque ad altri.
"Parte da un rapoorto di fiducia e di comprensione in cui il medico tiene pienamente conto dei desideri espressi dal paziente, sempre che questi non vogliano velocizzare la fine della vita" l'Onorevole Binetti giustifica così questo passaggio.

Antonio Palagiano, responsabile sanità dell'Idv, commenta "è necessario tutelare i diritti civili delle persone e restituire ai cittadini la libertà di scelta su questioni come quelle del fine vita, che non possono e non devono interessare la politica" conclude "La verità è che un parlamento senza dignità ha approvato martedì 12 luglio una legge liberticida che aggira l'articolo 32 della Costituzione e limita fortemente la libertà di scelta degli individui. Una legge pessima che va cancellata il prima possibile".

Più fermi oppositori di questo testo, ovviamente, i Radicali, che la deputata Maria Antonietta Farina Coscioni, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, definisce così: “La legge-schifezza, l'unica definizione che si può dare a una legge sul fine vita imposta da una maggioranza clericale e oscurantista, che non trova riscontro in alcun Paese europeo e occidentale".

Il Senatore Pd Ignazio Marino propone addirittura una consultazione referendaria sull'argomento, perché quanto approvato dalla Camera, spiega, senza mezzi termini "obbliga le persone, anche coloro che hanno indicato di non volere un tubo nell'intestino, a riceverlo per legge, e poi le indicazioni che ognuno lascerà non saranno vincolanti per il medico". Giudica, ed io con lui, un atto "incivile e inaccettabile" calpestare così l'autodeterminazione degli individui.

mercoledì 13 luglio 2011

Cambio di Strategia

La difesa di Nicole Minetti, coimputata di favoreggiamento della prostituzione assieme a Fede e Mora, ha deciso un cambio in corsa. Non più 'tenutaria del bordello', ma 'invitata' come le altre ragazze: l'avvocato chiede quindi il proscioglimento perché il fatto non sussiste.
“Leggendo gli atti di indagine è evidente che chi prima, chi dopo, ma quasi tutte le ragazze hanno avuto un momento in cui erano le favorite” ha detto il legale Pier Maria Corso. Quanto all’inserimento della Minetti nel listino elettorale per la Regione Lombardia, “questo non è certo un reato ma semmai è colpa del sistema elettorale”.

E' però interessante questo passaggio, che dal 'solo cene eleganti' urlato e ribadito a più riprese, trasforma la scena in un grande vuoto attorno al Presidente del Consiglio, suggerendomi l'immagine dei topi che abbandonano la nave che affonda.

Sconti alla Conad, ma Non per Tutti

Uno sconto del 10% alla Conad Montano di Pomigliano d'Arco, pubblicizzato anche dalla relativa pagina Facebook.
Attenti, uno sconto non per tutti: quando si è alla cassa, per usufruire dell'offerta, occorrerà dire "Forza Silvio", "W il PdL" o un'altra frase analoga.
Senta vergogna, arrivano ad affermare che “Bisogna stare vicini al presidente del Consiglio” e precisano "Niente sconti ai comunistoidi", come se chi non fosse berlusconiano fosse automaticamente comunista. La convinzione è che tanto “i soldi ce li hanno solo i berlusconiani”, al che potrei dire che proprio per questo non hanno bisogno dello sconto, ma non ha senso mettersi ad obiettare con questi.
Che questa cosa puzzi di incostituzionalità non credo serva dirlo, ma temo che la brutta pubblicità derivante da questa assurda trovata (assurda, ma originale, non c'è che dire) si ripercuoterà su tutti i supermercati della catena, dove lavora anche gente più preoccupata della qualità e della soddisfazione della clientela che di esprimere solidarietà ad un corruttore (e non è diffamazione, le sentenze Mills e Fininvest l'hanno accertato e ribadito, ndr).

Lavori in un supermercato Conad? Ti chiedo di dissociarti pubblicamente dall'iniziativa dei colleghi di Pomigliano d'Arco; non so quali siano i vostri meccanismi e le vostre politiche contrattuali, ma se loro hanno la libertà di lanciare una promozione del genere, è lecito pensare che anche gli altri abbiano la libertà di dissociarsi.

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martedì 12 luglio 2011

Niente Più Assistenza

“Un’ondata di ingiustizia sociale sta per travolgere le persone, e le loro famiglie, con disabilità” a lanciare l'allarme è Nina Daita, responsabile dell’ufficio politiche per la disabilità della Cgil. La manovra economica e la legge delega su fisco e assistenza colpirà ancora una volta i più deboli, i disabili.
Continua la rappresentante sindacale “se con la manovra, e con i tagli previsti, si colpiscono ancora una volta pesantemente i diritti e i bisogni delle persone con disabilità, è assolutamente gravissimo che con la delega di riforma assistenziale si vogliano ottenere 17 miliardi di risparmi attraverso l’azzeramento di qualsiasi prestazione”.
Questi tagli “avranno effetti devastanti, prodotti dall’azzeramento di fatto di tutte le prestazioni assistenziali, provvidenze economiche, assegni di invalidità, che trasformeranno l’assistenza da forma di giustizia sociale in una sorta di assistenza compassionevole e caritatevole, delegando alla ‘bontà dei privati’ i bisogni dei cittadini più deboli" bontà dei privati che si trasformerà in denaro sonante, alla faccia della solidarietà e lasciatemi dire anche della civiltà.
Il tanfo di 'Modello Americano' è sempre più insopportabile, e se non facciamo qualcosa in fretta, tutto questo ci sembrerà a breve perfettamente normale (ne parlo anche qui).
"Tutto ciò è inaccettabile e con le associazioni di categoria vedremo come reagire per fermare questa ondata di ingiustizia sociale che sta per travolgerci” conclude Nina, ed io aggiungo che i tagli per l'assistenza ai disabili si verificheranno anche in un importante ambito come quello della scuola, dove spesso tanti ragazzi svantaggiati vengono raccolti in un'unica classe, penalizzando apprendimento ed integrazione dei ragazzi stessi.

lunedì 11 luglio 2011

La Scure della Gelmini Colpisce Ancora

Continua l'esecuzione della scuola pubblica italiana.
Tocca questa volta ai corsi serali delle secondarie superiori, una delle più importante conquiste degli anni Settanta, per dare istruzione anche a chi di giorno deve lavorare.
Dall'anno scolastico 2011/12 le prime, le seconde, le terze ed alcune quarte verranno tolte di mezzo, con buona pace del diritto allo studio, garantito dalla nostra Costituzione.
Come sempre accade in queste situazioni, si lascia la decisione e la responsabilità agli uffici scolastici regionali, che però nel frattempo verranno depredati di fondi e risorse.
Infatti, il Csa (centro servizi amministrativi) di Foggia, si giustifica così: "Si è deciso di adottare questo criterio per non penalizzare i corsi antimeridiani, in vista della necessità di tagliare 159 classi". La Puglia è infatti una delle prime regioni colpite, assieme alla Sardegna, ma anche Campania, Marche, Liguria, Emilia Romagna si sono adeguate alle indicazioni ministeriali; a farne le spese sono proprio quelle regioni dove i corsi serali svolgono una funzione sociale significativa soprattutto per l'integrazione degli stranieri extracomunitari.
Il tutto nel silenzio generale, perchè ovviamente le manifestazioni, i cortei, le proteste e i gruppi su facebook non trovano visibilità nella scena mediatica. Sempre per la serie 'il conflitto d'interessi non esiste'.
Più di un mese fa la professoressa Maria Tattoli, docente da più di venticinque anni nei corsi serali all'Istituto Righi di Cerignola in provincia di Foggia, ha denunciato quanto si stava verificando nella sua regione.
"Per l'anno prossimo avevamo già 28 iscritti al monoennio (biennio), mi sono impegnata per tre mesi, con incontri, manifesti, passaparola, cercando persone che avevano abbandonato gli studi e ora con questi tagli tutto è svanito, ma non mi arrendo" è l'amara constatazione della prof.ssa Tattoli, che ha iniziato la sua battaglia riuscendo a ottenere dal direttore regionale dell'ufficio scolastico una classe, la quarta, che consentirà almeno di chiudere il ciclo scolastico ad alcuni studenti.
Stessa scena a Cagliari, dove Tiziana Sanna, segretario provinciale per la Flc-Cgil, da un mese sta conducendo una campagna di sensibilizzazione sulla questione: "Io mi sono diplomata grazie ai corsi serali statali, posso quindi testimoniare quanto sia importante questo strumento nel nostro territorio e vederlo andare in fumo è per me motivo di sconforto. Si vuole delegare agli istituti privati le funzioni di questo tipo di istruzione, il che significherebbe l'impossibilità di accesso per la maggior parte delle persone. Sono più di tre anni che si cerca di smembrare la scuola serale, le prime già non esistono più e già dall'anno prossimo spariranno 47 classi, praticamente tutta l'offerta formativa. Cagliari si è mobilitata ma devo dire con la totale assenza del governo regionale e delle istituzioni.".
Nella regione sarda, questi corsi hanno dato risultati molto positivi, come nel caso di Annarita Coccu, che a 51 anni ha conseguito il diploma che le consentirà di poter accedere a funzioni lavorative di fascia più alta "Dividersi tra il lavoro, la famiglia e lo studio è stato un grandissimo sacrificio; però, la soddisfazione del diploma mi ha ripagato di tutte le fatiche. Mi dispiace moltissimo per il futuro di questi corsi."

I sindacati si schierano contro i tagli principalmente a difesa dei docenti lasciati senza lavoro, ma il nodo centrale della questione è il diritto all'istruzione, garantito dall'articolo 34 della Carta, che si attuava anche e soprattutto con le scuole serali, per garantire la crescita, lo sviluppo, e nel caso degli extracomunitari anche l'integrazione.

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Information Divide

Quello del digital divide è un problema sociale che può apparire di poco conto agli occhi meno attenti o di matrice banalmente ludica, ma esso ha importanti conseguenze nell'ambito politico e della creazione del consenso.
Il digital divide è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell'informazione (in particolare internet) e chi ne è escluso, in modo parziale o totale; la diffusione della banda larga, della rete a fibre ottiche o anche dei canali televisivi internazionali fanno parte di questo problema.
Sono infinite le variabili che concorrono ad aumentare questa distanza, economiche, commerciali, culturali, infrastrutturali, tecnologiche, civili, etniche o geografiche. Ma oltre a questi fattori, diciamo più 'personali', vi è anche un ben definito disegno politico che punta a creare un isolamento mediatico attorno ai cittadini. In Italia, poi, questo disegno è amplificato dal gigantesco conflitto d'interessi che investe Presidente del Consiglio e maggioranza.

Tenere lontani i cittadini dall'informazione plurale è la più importante strategia per monopolizzare il consenso, creare un'unica forma di verità, omettendo le notizie più scomode. E, con Berlusconi, le motivazioni per farlo raddoppiano, perchè al filone politico si affianca quello economico: impoverendo o bloccando gli altri canali mediatici, esaltando quelli di sua proprietà, egli aumenta i suoi guadagni ed il suo patrimonio.
Per questo dal boicottaggio al mercato televisivo il mirino si è ora spostato alla rete. Internet offre un accesso plurale alle informazioni ed alla scena mondiale, e il digital divide da problema sociale diventa alleato politico.
Per questo occorre fare pressioni per modernizzare le reti, incentivare la diffusione degli strumenti di accesso, esaltare la libertà d'espressione dei cittadini, spingerli a comunicare e renderli propositivi.

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venerdì 8 luglio 2011

Zingari Sporchi ed Ignoranti devono rimanere Sporchi ed Ignoranti

Una sentenza che fa discutere. Protagonisti una bimba rom di Parma ed il tribunale di Bologna.
Chiesto l'intervento della Magistratura perchè la piccola vive in condizioni igieniche molto precarie, e non frequenta la scuola dell'obbligo. I giudici della Corte d'Appello, presieduta da Vincenzo De Robertis, ritengono che "la condizione nomade e la stessa cultura di provenienza non induce a ritenere la sussistenza di elementi di pregiudizio per la minore".
Tradotto, è una zingara sporca ed ignorante, è abituata così, può rimanere così.

Dicono che non sono provati sufficienti elementi di pregiudizio nei confronti dei genitori che non siamo riferibili al normale modo di vita per condizione e per origine: dunque non mandare i figli a scuola non è abbastanza grave.
L'istruzione è il primo passo nel cammino dell'integrazione per i piccoli rom dell'Emilia Romagna, dove è sempre stata alta la sensibilità delle istituzioni in tema di frequenza scolastica.

"In questo modo si aumenta la marginalità e la discriminazione" attacca Dimitris Argiropoulos, ricercatore a Scienze dell'Educazione e aderente alla Federazione Romanì che tutela i rom "Il problema non è la cultura dei rom, ma la cultura dell'abbandono in cui sono costretti a vivere. Il problema è la povertà. Se un italiano è povero e non cura i figli si dice che è colpa della sua origine italiana?" chiosa provocatorio.
"Questa sentenza non la capisco" confessa Maria Amigoni, preside di una scuola di frontiera al quartiere Pilastro che ha accolto generazioni di rom "tutte le norme dicono che la scuola è un diritto di tutti. Sono andata tante volte a prendere i bambini al campo e a poco a poco la scuola è entrata a far parte della vita delle loro famiglie. Nei casi più gravi facevamo segnalazioni ai servizi".

"I bambini nomadi devono avere assistenza sociale ed educativa per un inserimento nella nostra contemporaneità" dice l'avvocato Mario Giulio Leone, ex commisario dell'Opera Nomadi, che però ritiene sensata la pronuncia della Corte "a fronte di tanti provvedimenti che recidono le radici culturali dei rom con affidamenti coattivi di minori a istituti o famiglie".

Ritengo assurda ed incivile questa sentenza, che, sì, da un lato tutela la minoranza rom e ne difende l'identità, ma che crea squilibri culturali e disparità inaccettabili per un paese che vuole dirsi democratico, civile e progredito.

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Report Vince Ancora

Arriva dal Tribunale un Verdetto che conferma ancora una volta la professionalità e la bontà del lavoro di Milena Gabanelli e del suo staff. Ad intentare la causa, Salvatore Ligresti, contro la puntata di Report del 15 ottobre 2006, in un servizio della giornalista Giovanna Corsetti dedicato alla sicurezza nelle aree aeroportuali.
Ritenendo ingiuste le accuse di diffamazione, il giudice Orietta Micciché del Tribunale Civile di Milano, respinge così le richieste di risarcimento di Ligresti verso la Gabanelli e la Corsetti.

"La vittoria in giudizio di Report su Salvatore Ligresti ribadisce in modo ancora più forte che è fondamentale per la Rai garantire il supporto legale alla redazione, proprio in virtù del delicatissimo ruolo di inchiesta che svolge" commenta Pancho Pardi, Senatore dell'Italia dei Valori "Negarla significherebbe esporre i giornalisti ad ingiuste liti temerarie, che, come si è nuovamente dimostrato, hanno il solo obiettivo di zittire le inchieste."

Ricordo che Report non ha mai perso una causa tra quelle intentategli, ma togliere la copertura legale come vorrebbe la dirigenza Rai esporrebbe tutta la redazione a rischi ed intimidazioni troppo grandi ed instostenibili.

Forse la risposta è nelle parole della stessa Gabanelli al momento del rinnovo "La Rai ci dica se vuole ancora Report o no".

giovedì 7 luglio 2011

Sì Ma Non Così

Le province vanno abolite, senza se e senza ma.
Però il testo presentato dall'IDV, e respinto l'altro giorno dal voto della Camera (con la vergognosa astensione del PD), non faceva quasi niente di concreto.
I primi 8 articoli della proposta di legge si limitavano a togliere nella Costituzione qualsiasi riferimento all'ente incriminato (Rubrica del titolo V, articolo 114, articolo 117, articolo 118, articolo 119, articolo 120, articolo 133), ed il nono rimandava allo studio di un'altra legge che avrebbe dovuto provvedere a ripartire le funzioni tra comuni e regioni. Inoltre, la nuova legge avrebbe provveduto a dislocare beni e dipendenti della provincia.

Direi quindi che sarebbe cambiato poco o niente con questo testo. Insomma, una gran paraculata dell'Italia dei Valori.
Ora, non difendo certo la maggioranza che ha votato contro od il Partito Democratico che pilatescamente si è astenuto, volevo solo puntualizzare che ad abolire qualcosa cancellandone il nome dalle carte e rimandando ad una fumosa legge ancora da scrivere son capaci tutti.

Da ridere comunque i titoli dei quotidiani di regime: invece di fare un ragionamento onesto in materia, tipo il mio, che sanno che magari risulterebbe un po' ostico al loro lettore medio, sparano sull'opposizione.
"Province, niente tagli. Complice il Pd" (il Giornale), "Intanto il Pd si astiene e blocca i tagli alla casta" (Libero).

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mercoledì 6 luglio 2011

Mi Basta Questo

Sento tanti chiedersi 'Ma perchè sono così contrari alla TAV in Val di Susa? E' un treno, che fastidio dà?'.
Siccome non mi intendo di politica europea e commerciale, vi risparmio lungaggini sull'isolamento economico di Italia e Piemonte, o le teorie di decresita progressista che ho trovato in un manifesto dei NOTAV del 2005.

Il motivo per cui anch'io sono a fianco dei manifestanti (quelli non violenti, almeno), è prettamente UMANO e CIVILE, perchè credo che sia una follia rischiare migliaia di morti, trasformando tutta l'area in una valle fantasma, per ingrossare le arterie del commercio.
Non sono contro la TAV tout court, sono contro QUESTO progetto di TAV, perchè potenzialmente capace di dar luogo ad una strage.
Un sillogismo banale: il commercio s'arrichisce, ma se poi i clienti non ci sono cosa te ne fai?

Il tracciato della galleria prevede ben 23 km all’interno del Musinè, montagna molto amiantifera. La talpa che perforerà la roccia immetterà nell’aria un bel po’ di fibre di amianto, invisibili e letali.
Il vento le porterà dappertutto, fin nel centro di Torino. Inutile ricordare che respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo. L'asbesto è un materiale fuori legge dal 1977, e scavare gallerie in un posto così è da criminali.
Il tunnel Italia-Francia di 53 km scavato dentro al Massiccio dell’Ambin incontrerà falde e sorgenti che andranno distrutte, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale.

Concludendo, non serve una rincorsa forsennata ad una crescita infinita, e qui mi riallaccio al manifesto NOTAV, ma una crescita compatibile alla sostenibilità ed allo sviluppo umani. Non possiamo e non dobbiamo permetterci, in nome del Dio Progresso, di fare cose che ci danneggiano.

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martedì 5 luglio 2011

La Scozia mette al bando l'Omosessuale

Il governo scozzese ha approvato una delibera curiosa: ha vietato ai propri funzionari di usare la parola "omosessuale". Al suo posto si dirà semplicemente "gay".

Questa è la loro motivazione:
"Non è accettabile l’uso della parola 'omosessuale'. Questo termine è offensivo per molte persone dal momento che è la parola usata per rendere illegale le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso."

Per cui alla base della decisione c'è la lotta alla discriminazione da parte dei gruppi antigay.
Può sembrare una cavolata, ma è una questione di political correct, un po' come da noi l'espressione 'non udenti' è invisa anche a loro, che non di rado chiedono di essere chiamati semplicementi 'sordi'.
Si può obiettare anche che 'omosessuale' è troppo ascritto alla sfera intima e sessuale della persona, mentre magari 'gay' è più omnicomprensivo, anche se non credo esistano delle caratteristiche 'in assoluto' gay.

L'intenzione, concludendo, è sicuramente apprezzabile. Parlando da italiano, direi che i passi da fare per combattere la discriminazione sono ben altri, ma in Scozia sono già avanti a noi anni luce in materia, e questa mossa del governo mi strappa un sorriso, d'ammirazione per loro e amaro per noi.

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Nuova Legge Salva Berlusconi, è Proprio Così Sbagliata?

Come dice il Presidente del Consiglio, "Sbagliata solo perché c'entro io?". Me lo sono chiesto anch'io, perchè sento tutti inneggiare all'antiberlusconismo più spiccio, ma senza entrare nel merito della questione.
E invece io voglio capire il perchè questa modifica sarebbe sbagliata, mettendo per un attimo Berlusconi da parte.

Il codice di procedura civile, fino ad oggi stabilisce che in una lite che preveda un risarcimento particolarmente oneroso per il soccombente, il giudice possa discrezionalmente sospendere l’esecutività del risarcimento stesso sino a pronuncia del tribunale di grado superiore. Ovviamente il limite è la Cassazione.
La modifica introdotta nella manovra sostituisce 'facoltà' con 'obbligo' per i risarcimenti superiori ai 10 milioni di euro in primo grado e 20 in appello.
E' così sbagliato? E' così sbagliato chiedere che il processo si concluda definitivamente prima di scucire decine di milioni di euro sull'unghia? Io non la vedo come una cosa così irragionevole.

Torniamo al caso specifico di Berlusconi, ora.
Non so se sia colpevole o meno, la sentenza d'appello dovrebbe arrivare sabato, ma è chiaro che 750 milioni di euro (come richiesto in primo grado) sono un'enormità, ed anche con tutta la fiducia nella giustizia che si possa avere (...??), sarebbe il caso di arrivare ad un verdetto definitivo prima di doverli sborsare.
A parte il fatto che bisognerebbe intervenire sui tempi biblici della giustizia in Italia (qui ho fatto anche qualche proposta), trovo sensato l'impianto teorico del provvedimento, che però io modificherei con l'obbligo, a fianco della sospensione della sentenza, di versare un anticipo (50%?).

Poi vogliamo dire che è quantomeno sospetto il modo surrettizio con cui l'hanno presentata o il fatto che nessuno voglia accollarsene la responsabilità? Certo, vogliamo e possiamo, sicuramente è stata fatta per salvare Mediaset, ma ne ritengo comunque sensate le fondamenta giuridiche.

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lunedì 4 luglio 2011

Non Manca Niente?

Il testo della manovra voluta da Tremonti è finalmente arrivato nelle mani del Capo dello Stato, che ne vaglierà modalità ed effetti. Essa contiene anche tutta una serie di misure per combattere gli sprechi ed i costi della politica (salvo poi fare tutto il contrario, vero caro Ministro? Ne parlo qui): vitalizi, indennità, auto blu, aerei blu, benefits vari... e si parla anche di election day.
Finalmente, una norma che impone di accorpare le consultazioni, risparmiando tanti soldi pubblici. Ma c'è qualcosa che non va.

L'articolo delle legge Finanziaria 2011/2014 che tratta il tema elezioni è questo:
Art. 7 (Election day)
1. A decorrere dal 2012 le consultazioni elettorali per le elezioni dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, dei consigli comunali, provinciali e regionali, del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, si svolgono, compatibilmente con quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, in un’unica data nell’arco dell’anno.
2. Qualora nel medesimo anno si svolgano le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia le consultazioni di cui al comma 1 si effettuano nella data stabilita per le elezioni del Parlamento europeo.

Cosa manca?
La bestia nera, il Referendum.
Non viene neanche sfiorato l'argomento, lasciando alla discrezione del Governo in carica la decisione, che sarà presa su basi meramente politiche. Sprecando tanti soldi pubblici.
Poi qualcuno, come i Ministri con la coda tra le gambe quest'anno, tenterà di giustificarsi: 'Le elezioni ed i referendum sono consultazioni molto diverse, e non si può obbligare qualcuno a votare se non vuole, sarebbe contro la libertà personale!'
Giusto, ma nessuno ti obbliga a votare, puoi benissimo rifiutare la scheda. Anche qui si ripropone l'annoso problema della maturità e della coscienza civile, che dovrebbe scindere tra 'fare qualcosa di istituzionalmente giusto', come far risparmiare accorpando elezioni e referendum (solo quest'anno sono stati gettati al vento oltre 300 milioni di euro), e 'difendere le legittime opinioni e la libertà dei cittadini'.

Propongo quindi un emendamento:
'All'articolo 7, comma 1, tra le parole "per" e "le", aggiungere "i referendum o".'

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Vatti a Fidare

Berillio, manganese, alluminio, boro, arsenico e uranio: sono gli elementi trovati nell'acqua in bottiglia delle 150 marche analizzate nel corso di uno studio delle università di Napoli, Benevento, Bologna e Cagliari. Valori addirittura più alti che nelle acque del rubinetto.
Non semplicemente dannosi, ma anche tossici o addirittura velenosi.

Ma il problema è la normativa italiana, perchè se queste percentuali sono ritenute normali nel nostro paese, in altri stati europei sarebbero considerate potenzialmente tossiche. Sarebbe da rivedere l'intera regolamentazione, diminuendo le soglie limite per questi elementi, monitando i processi di depurazione e potabilizzazione, rendendoli più efficienti e sicuri.

E, ribadisco ancora una volta, VIVA L'ACQUA DI RUBINETTO! (ne parlo anche qui)

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Come Avevate Promesso

Oggi dovrebbe cadere il Governo Berlusconi, perchè oggi scadono i primi due punti dell'ultimatum dato dalla Lega Nord dal palco di Pontida a Berlusconi. Il contratto stipulato tra il partito di Bossi e gli elettori recitava così:

FATTI IN TEMPI CERTI. Impegno da parte del Governo a realizzare i seguenti punti programmatici: (...) ENTRO DUE SETTIMANE (entro oggi appunto)
1) Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri della Riforma Costituzionale (dimezzamento numero Parlamentari, Senato federale) (...).
2) Approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del decreto legge sulle missioni militari con riduzione dei contingenti impegnati all'estero.

Ovviamente, nessuna di queste cose è stata anche solo minimamente presa in considerazione dall'esecutivo. Non che credo qualcuno si aspettasse qualcosa di diverso dalle promesse di personaggi come Calderoli, Bossi, Maroni o Borghezio.

Ma la cosa comica arriva ora: sul sito della Lega Nord, dov'era pubblicato il suddetto contratto, sono state cancellate le varie scadenze dell'ultimatum, depotenziando il tutto ad un banale manifesto programmatico.

giovedì 30 giugno 2011

Altro che Tremonti, Bisogna proprio fare Così

Tremonti ha appena presentato un documento per tagliare i costi della politica; una bella sforbiciata alle auto blu, ai viaggi, ai vitalizi ed agli indennizzi vari. Ottimo. Non che risparmiando sui costi degli apparati si possa ripianare il debito pubblico, ma almeno si muove qualcosa, per quanto demagogico possa essere.

Ma la notizia è che il nostro bel Ministro Potatore ha deciso di prendere in affitto, a spese dello Stato, cioè nostre, chiaramente, ben 30.000 fotocopiatrici da sistemare negli uffici pubblici: oltre 172 milioni di euro da tirar fuori ancora nelle nostre tasche. 172 milioni per 30 mila fotocopiatrici; circa 6000 euro ogni macchina.

Ho così cercato informazioni sul costo di una fotocopiatrice.
Acquistandola in rete, e credo che comunque lo Stato disponga di risorse per averle ad un prezzo ancora inferiore, si arriva a malapena ai 3000 euro. E con questi soldi la compri, non la prendi solo in affitto.

Il Ministro Rotondi giorni fa dichiarava che alcuni Onorevoli sono costretti a fare "i conti della serva" per stare dentro alle spese. Magari, bisognerebbe cominciare a farli per davvero, i Conti della Serva: non lo dico in senso dispregiativo, mi riferisco a quelle brave Casalinghe che sanno come muoversi per economizzare sulle spese, dove e come acquistare razionalizzando tempo e denaro.

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mercoledì 29 giugno 2011

Sì al Ticket Bianco

Un mare di polemiche sta sommergendo il Ministro dell'Economia perchè nella manovra da lui proposta viene anche rispolverata l'idea del ticket per le prestazioni del Pronto Soccorso. Rispolverata perchè l'idea l'aveva già avuta Padoa Schioppa, predecessore di Tremonti al dicastero di via XX settembre.
A quei tempi, Berlusconi tuonò contro il responsabile "Un provvedimento inaccettabile"; “No allo scippo del ticket al Pronto soccorso” rincarava tramite il megafono degli allora neonati Circoli della Libertà della Brambilla, oggi Ministro del Turismo. Da loro partì anche una raccolta di firme, pregustando l'idea di un referendum abrogativo “Gli italiani hanno dimostrato di considerare questo ticket la più clamorosa iniquità tra le tante varate dalla Finanziaria di Prodi”. Sandro Bondi in festa “Sì a un referendum per l’abolizione dell’odioso ticket sul pronto soccorso”.

Per come la vedo io, non credo sia neanche un'aberrazione prevedere un ticket sui codici bianchi che ogni giorno contribuiscono ad intasare le sale d'aspetto degli ospedali. Il Codice Bianco, per definizione, indica un problema che può essere affrontato rivolgendosi al medico curante di famiglia.

Con questa manovra lacrime e sangue, dettata da un'emergenza fiscale non più eludibile, vediamo l'avvento di un nuovo ingranaggio del populismo berlusconiano: la Bidonata Differita. Sì, perchè, a dover affrontare le conseguenze sociali della nuova morsa sarà il prossimo esecutivo, dal 2013. Che dubito sarà di nuovo presieduto dall'attuale Presidente.

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Il Più Grande Esperimento di Censura

E' il bavaglio supremo, l'estrema ratio per il controllo totale dell'informazione.
Il 6 luglio dovrebbe arrivare il via definitivo al provvedimento che scavalca la giustizia dando ad un organo politico come l'AgCom il potere di oscurare o rendere inaccessibili contenuti sul web. La scusa per far questo, chiaramente, è come sempre la difesa del diritto d'autore. Battaglia importantissima, per carità, ma che non può giustificare il mostro giuridico e civile partorito per zittire il dissenso e controllare il mercato mediatico.

Ne parla Luca Nicotra, segretario dell'associazione radicale Agora Digitale, che difende la libertà d'informazione: "Dobbiamo dirlo altrimenti non si capisce perche' stiamo urlando ai bari. Non c'era nessuna partita. L'intera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è un enorme imbroglio, un gioco di prestigio del potere. E non credo di fare l'eroe nel raccontarvelo. Sono un semplice cittadino che decide che è arrivato il giorno di rischiare seriamente di prendersi una querela per raccontare davvero cio' che ha visto.
Ho visto (ed è diverso da sentirselo dire) che chi dovrebbe vigilare sull'informazione, il cibo che ci e vi permette di pensare o di non pensare, è un ologramma proiettato da qualcun'altro. E c'entrano poco, Enzo Mazza e l'Industria dell'Intrattenimento (i colossi del cinema e della musica) con cui ce la siamo presa fino ad ora. Poveri noi e scusa Enzo, non avevamo capito niente, non avevamo capito che la partita era ben più grande, di un livello che tocca invece quell'enorme conflitto di interesse del nostro Presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset e tutti i suoi (ex?)dipendenti all'interno del Ministero dello Sviluppo Economico e nell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. O cominciamo a dire che è questa la partita o non ci capirete, non capirete perchè ci agitiamo e sbraitiamo."

Dell'incontro con Corrado Calabrò, Presidente Agcom, con Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet - Confesercenti, Assoprovider - Confcommercio, col supporto dello Studio Legale Sarzana, Nicotra racconta uno scenario quasi surreale, dove il Potere ha completamente abbandonato il dialogo, blindato dietro il muro della sfacciataggine, dell'arroganza celata dietro vaghe risposte che non ammettevano repliche.
"Speriamo di no" non è dialogo. È la frase che può dire un pezzo di potere perchè sa che non c'e' scelta, non c'e' dibattito, la decisione di far passare il regolamento è già avvenuta altrove e il massimo che può fare è sperare di non essere travolto.

"L'Italia sarà un esperimento, noi saremo un esperimento. Possiamo fermarci?" ha chiuso Calabrò, e senza motivazione, e anzi contraddicendo quanto aveva appena detto circa la complessità della materia si è risposto "No, dobbiamo chiudere subito, dobbiamo chiudere entro l'estate".
Bisogna fare in fretta, perchè a breve l'aria politica dentro l'agenzia si farà troppo irrespirabile per poter continuare. Forse non ci sarà la stessa protezione dei grandi soggetti dominanti il mercato dei media e non sarà così facile spianare la strada ai progetti di conquista che il sistema mainstream ha sull'informazione online. E allora bisogna fare in fretta, approvare tutto il possibile.

Per completezza, riporto anche le annotazioni che fanno i legali presenti all'incontro.

Scrive Guido Scorza, avvocato: "L’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni ha scelto di lasciarsi tirare dalla giacchetta dei titolari dei diritti e di quanti hanno, oggi più che mai, paura di una Rete libera e strumento di circolazione di idee, informazioni e creatività. (…) Il prossimo sei luglio, il consiglio dell’Autorità approverà una delibera contenente il nuovo regolamento relativo all’enforcement dei diritti d’autore online e si tratterà di una disciplina sostanzialmente conforme a quella che, ormai da mesi, l’AGCOM ha annunciato l’intenzione di varare, sebbene all’esito di un giro di audizioni tra gli addetti ai lavori (…) Siamo alla vigilia del varo di un Regolamento illegittimo – tanto sotto il profilo della disciplina nazionale che sotto quello dell’Ordinamento UE – palesemente inattuabile e suscettibile di ledere in modo irreparabile il diritto all’informazione di milioni di cittadini."

Fulvio Sarzana, dello studio legale omonimo, aggiunge: "Vorrei partire da un caso di questi giorni per farvi capire cosa potrebbe succedere. C’è una associazione di consumatori che ha messo sul proprio canale Youtube dei frammenti video di programmi Mediaset, che rappresentavano delle denunce dei consumatori. Ebbene sulla base della segnalazioni di Mediaset, Youtube ha cancellato l’intero canale dell’associazione dei consumatori, con video prodotti da loro, su categorie protette, disabili. Questo potrebbe accadere semplicemente con il volere dell’AgCom. (…) La libertà deve essere preservata: noi non abbiamo il fair use come negli Stati Uniti: dove è vero che ci sono le major, ma è anche vero che se in America utilizzi pochi frammenti, e se sei un’organizzazione no profit, nessuno ti dirà mai che stai violando copyright. È un uso ammesso (…) Se passasse la delibera AgCom anche cantare Happy Birthday e mettere il video su Youtube sarebbe una violazione del copyright.
Non sappiamo cosa accadrà il 6 luglio, cosa pensino i consiglieri dell’AgCom, sappiamo che è un’autorità che non ascolta la voce della società civile. Qualche settimana fa negli Stati Uniti, per un errore, 84mila siti che non avevano nulla a che vedere con la pirateria, sono stati cancellati, perché qualcuno ha sbagliato. Un soggetto ha premuto un tasto, e via 84mila siti. Cancellati dall’oggi al domani. Molti non sono più apparsi, erano fonti informative autonome. In Italia sembra che ci sia solo la televisione. Ma ci sono soggetti che non possono accedere alla televisione (…) Dobbiamo sempre domandarci se una violazione del diritto d’autore e una cancellazione siano qualcosa che possono interferire col diritto dei cittadini di essere informati. È una pena di morte digitale."

Marco Scialdone, anche lui legale ed esperto di diritti digitali ha aggiunto: "Il diritto d’autore in rete è una cosa un po’ più complessa di quella che immaginano i commissari AgCom, non è quella che gli hanno raccontato i lobbisti. È una cosa complessa che rischia di rendere irraggiungibili siti esteri che hanno unica pecca di fare un uso creativo di contenuti che sono nuove forme d’arte. Tutte forme di arte illegale che non hanno incidenza sul punto economico. Non è così facile e intuitivo andare a capire che cosa è dannoso dal punto di vista economico e cosa non lo è. L’impianto del diritto d’autore classico è completamente inadatto allo scenario digitale (…) C’è un nuovo modo di rapportarsi con la rete, una nuova forma di comunicare è un nuovo linguaggio: quando si parla di inibire linguaggio, si parla di censura.
La cosa che più mi ha amareggiato è stata l’assenza totale di consapevolezza, l’assenza totale di una volontà di confronto: è inaccettabile che una autorità indipendente rifiuti di confrontarsi su queste tematiche o lo faccia solo a certe condizioni."

Gian Battista Frontera, vice presidente di Assoprovider spiega dal punto di vista tecnico come potrebbe avvenire l’oscuramento minacciato dalla delibera AgCom: "L’impatto tecnico è devastante, ci sono soltanto due vie d’uscita: o l’inibizione dell’indirizzo ip dove è ospitato il contenuto incriminato - parliamo di siti esteri in questo caso - perché per i siti italiani una volta che il provvedimento è partito dall’AgCom, ci sono il sequestro e la rimozione. L’operatore deve agire entro 48 ore e chi è parte lesa da questa rimozione in buona sostanza ha tempo cinque giorni per reagire.
La cosa gravissima è che viene saltata l’autorità giudiziaria, la valutazione che qualcuno chieda la rimozione di un certo contenuto non viene presa in considerazione dal provvedimento, c’è un esautoramento del potere giudiziario e una delega all’esterno."

Mentre il Web si sta mostrando in tutta la sua magnficenza, in tutta la sua capacità di mobilitazione, in tutto il suo potenziale di sviluppo per la società, dobbiamo tentare di raccontare all'Italia l'incubo in cui stiamo per finire. Dobbiamo riuscire a mettervi un tarlo nella testa. A voi che avete usato la rete per far passare contro ogni probabilità i referendum, voi che leggete questo post.

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