lunedì 28 febbraio 2011
Moda e Razzismo, Tolleranza Zero
La Povera Polizia, questa non è la Destra
venerdì 25 febbraio 2011
Come ti Combatto la Discriminazione in Malawi
giovedì 24 febbraio 2011
Lo Sapevo che Prima o Poi Sarebbe Successo...
La Quarta Via è la sola Via di Uscita alla Crisi del Modello Sociale

mercoledì 23 febbraio 2011
Tutti contro l'Omofobia. A Londra, però.
Anche Lady Gaga fa Politica
lunedì 21 febbraio 2011
Un Parlamento da Record
venerdì 18 febbraio 2011
Immigrati Clandestini Pelosi
Un Mattone a Me, un Cappuccino a Te
Conoscere per Crescere
giovedì 17 febbraio 2011
A L'Aquila arriva il Conto
Gli aquilani sfollati negli hotel dopo il sisma del 9 aprile 2009 vedranno sospendersi i servizi di pulizia, cambio biancheria e ristorazione, perchè pare che il nostro prodigioso 'Governo del Fare' non abbia pagato le spettanze degli albergatori.
La vice presidente di Federalberghi L'Aquila, Mara Quaianni, in una nota precisa: "Siamo dispiaciuti del fatto che a subire le conseguenze di tale incresciosa situazione saranno i nostri concittadini già come noi fortemente colpiti dal terremoto, ma non abbiamo purtroppo altri mezzi per sostenere le nostre ragioni che sono evidenti. Ovviamente" conclude "appena riceveremo quanto dovuto, riattiveremo i servizi che abbiamo assicurato, con grandi sacrifici e difficoltà finanziarie, sin dall’inizio del post-sisma".
Gianni Chiodi, commissario straordinario per la Ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, ha assicurato che parte degli 80,5 milioni disponibili per l'emergenza-Abruzzo saranno utilizzate anche per il loro pagamento.
Sulla questione delle macerie, ad una riunione con i sindaci, Chiodi ha poi balbettato che "è impossibile fare una stima esatta delle tempistiche di ultimazione delle operazioni di rimozione e trattamento complessivo delle macerie".
Ma non era tutto a posto a L'Aquila?
martedì 15 febbraio 2011
Adozioni, la Cassazione riempie i Vuoti
La Suprema Corte ha convalidato l'adozione, seppur in forma non pienamente legittimante, di una bimba russa alla quale farà da mamma una donna single di Genova.
La neomamma e la neofiglia hanno convissuto insieme per due anni nella Federazione Russa e poi negli Usa, dove l'affido era stato dichiarato efficace dal Tribunale della Columbia. L'adozione è stata consentita e trascritta qui in Italia, con decreto della Corte di Appello di Genova del 2009, ma con alcune limitazioni, come la necessità del consenso di un tutore legale per determinati atti che riguardano la minore, o con alcuni limiti, come la possibilità di ereditare dai parenti collaterali della mamma.
Pronta la replica del sottosegretario Giovanardi, che attacca i giudici (ormai sport ufficiale del PdL): "I magistrati dovrebbero applicare la legge e non fare invasione di campo. Per quale motivo infatti migliaia di coppie sposate dovrebbero essere scavalcate dai single?".
Scende in trincea anche il cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia: "in linea generale ogni bambino ha diritto a una madre e a un padre: questa dovrebbe essere la normalità".
Per rispondere al politico, dico che sarebbe necessario snellire le procedure legali e burocratiche per giungere all'affido legittimo più facilmente, da parte di coppie ed anche singoli. E' il clima di amore, comprensione e solidarietà che nasce in una famiglia la cosa importante, e aggiungo che se le istituzioni lavorassero realmente per il bene del paese invece di pensare solo a trovare scappatoie per salvare il culo al Premier, non ci sarebbe stato bisogno della sentenza della Cassazione per constatare il vuoto legale sulla questione. Poi è ovvio che le idee del Governo e di Giovanardi in merito sono agli antipodi rispetto alle mie, ma che almeno lavorino per metterle in pratica visto che hanno l'onere e l'onore di amministrare il Paese!
Posso invece condividere in parte il pensiero del cardinal Antonelli, che comunque come rappresentante di uno stato straniero non dovrebbe impicciarsi: certo, la condizionale ottimale sarebbe avere entrambi i genitori, come sarebbe la condizione ottimale se tutti potessero camminare o non ammalarsi mai, ma questo non deve significare la preclusione ad una vita affettiva e sociale normale, ed è proprio compito delle istituzioni e della magistratura rimuovere gli ostacoli che impediscono questo.
lunedì 14 febbraio 2011
Bavaglio Butti

E' infatti in via di approvazione da parte della Commissione di vigilanza servizi radiotelevisivi un testo a firma di Alessio Butti, Senatore Pdl, di "Attoindirizzo sul pluralismo".
La RAI, sostiene la premessa al testo, relega in posizioni assolutamente minoritarie le idee, i valori e le proposte della maggioranza degli italiani. Un refrain già sentito, che ormai è l'unico scudo del partito di governo.
Secondo Butti va prevista la presenza in studio di due conduttori di diversa estrazione culturale nei format di approfondimento: cosa che potrebbe trasformare definitivamente qualunque programma di questo tipo in un pollaio; inoltre i partiti politici dovranno essere rappresentati in studio in proporzione al loro consenso. La morte delle idee alternative.
Altro capitolo rigurda gli opinionisti chiamati ad intervenire: il tempo a sostegno di una tesi va calibrato con uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità; ciò è ancora più necessario per quei programmi, apparentemente di satira o di varietà, che diventano poi occasione per dibattere temi di attualità politica.
Il testo continua "È opportuno che i temi prevalenti di attualità o di politica trattati da un programma non costituiscano oggetto di approfondimento di altri programmi, anche di altre reti, almeno nell’arco di otto giorni successivi alla loro messa in onda". Se un programma parla di un tema qualsiasi il lunedì, non se ne può più parlare fino al martedì successivo, in qualsiasi programma di approfondimento RAI.
"Il conduttore è sempre responsabile dell’attendibilità e della qualità delle fonti e delle notizie sollevando la Rai da responsabilità civili e/o penali" un fendente mortale al giornalismo d'inchiesta come quello di Iacona o della Gabanelli.
Le implicazioni ed i rischi per la libertà d'espressione, per il giornalismo e per il diritto di cronaca sono tanti e pericolosi. Il servizio pubblico televisivo rischia ancora una volta di diventare il campo di battaglia dello scontro tra la maggioranza e il diritto di fare e fruire informazione.
E, ancora una volta, con la scusa della par condicio si punta a sterilizzare e rendere vuota e noiosa la tv pubblica.
lunedì 7 febbraio 2011
Anch'io Dico di Riformare la Giustizia

Una serie di spunti e idee per velocizzare i processi, migliorare l'azione e l'efficacia della magistratura. Non sono un giurista, e non ho nemmeno l'esperienza di celebri imputati e condannati che invece si permettono di giudicare e sollevare difetti procedurali, per cui non aspettatevi particolari finezze di sorta, ed anzi, ci sono sicuramente errori ed imperfezioni.
Sono solo ipotesi, mie riflessioni da inesperto e comune mortale, ed ovviamente, se qualcuno che ne mastica di più avrà delle annotazioni da farmi, sono disponibile ed aperto al confronto.
1) Riformare l'articolo 525 del Codice di Procedura Penale;
2) Diritto dell'imputato di mentire sotto processo;
3) Diritto dei testimoni di mentire sotto processo;
4) Lettura dei verbali delle indagini e loro utilizzo come prova;
5) Validità dei giudici per le indagini preliminari;
6) Riformare l'udienza preliminare;
7) Depenalizzazioni;
8) Prescrizione.
Se sei d'accordo con me, scrivimi o diventa mio sostenitore, collegati alla mia pagina Facebook.
sabato 5 febbraio 2011
Don Camillo va con Peppone
Se la Chiesa tace sul degrado etico e morale che ha investito i vertici del Paese, lo stesso non fanno parroci e fedeli genuini che davvero credono nei valori della fede cattolica.
Don Aldo Antonelli, parroco ad Avezzano, non nuovo a posizioni di contestazioni nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche e all’attivismo filo governativo della Cei, si prepara ad una iniziativa clamorosa: lo sciopero della messa domenicale.
In un appello a MicroMega, dichiara: "In questo letamaio in cui siamo affossati, non ci sono prudenze che tengano, né pazienze che si ammantino di virtù, né attese di dignità. Lo scandalo è talmente acclarato e invasivo ed eversivo che solo dei gesti eclatanti e clamorosi possono destare il risveglio e riscattare la Chiesa dal suo silenzio ibernale e, a questo punto anche, mafioso.
Sto maturando la decisione di non celebrare messa domenica prossima. Tenere le porte chiuse delle chiese con un comunicato in cui si denuncia il degrado della politica e la dittatura dell’economia, il sonno della ragione e il letargo della religione. Non mi dite che esagero.”
Ma non è l'unico caso.
Don Giorgio, parrocco di Mazzocco-Torni, una frazione di Mogliano Veneto (Treviso), per spiegare ai fedeli il degrado del bunga bunga, ricorra al quotidiano l’Unità. Il prete ha distribuito in chiesa le fotocopie di “Le altre donne”, un editoriale della direttrice Concita De Gregorio, per aiutare i fedeli a chiarirsi le idee sulle abitudini del premier, accusato di prostituzione minorile e concussione.
L’iniziativa però non è però piaciuta a tutti. Non pensavo “di andare a un comizio, ma alla messa”, ha protestato un lettore de Il Gazzettino in una lettera sul quotidiano.