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Enea Melandri

venerdì 12 novembre 2010

Posate a Noleggio, solo in Italia

Una questione e che ritengo molto importante in tema di trasparenza e di politica per i consumatori, è quella del 'coperto' nei ristoranti.
Un'anomalia tutta italiana. Neanche nel ristorante più chic di New York fanno pagare l’uso di forchetta e coltello; certo, c’è sempre il 10 per cento da lasciare come mancia, ma almeno è calcolato in base a quello che si è deciso di mangiare.
Questo balzello trova origine nelle antiche osterie dove era possibile portare il companatico, ed a volte anche il vino; l'oste chiedeva il giusto compenso per il servizio, il tavolo, la sedia, la tovaglia, le posate, il bicchiere e i costi di gestione.
I commercianti, così bravi a difendere i loro interessi, non hanno più abbandonato l'abitudine, ed il coperto è rimasto come voce obbligatoria nei menù di quasi tutti i ristoranti.

Nel Lazio, con una legge regionale, la numero 21 del 29/11/06 (articolo 16, comma 3), si è provveduto a sopprimere il costo fisso del coperto, ed il sindaco di Firenze del Partito Democratico Matteo Renzi sta pensando di fare lo stesso nell'area da lui amministrata.

Ritengo un furto l'imposizione di una spesa aggiuntiva obbligatoria sul conto della clientela. In essa spesso rientra anche il pane, ed allora è quasi giustificabile, ma credo, per onestà, debba essere volontaria e facoltativa.

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