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Enea Melandri

mercoledì 18 maggio 2011

Non Basta Più Siano Solo Indagati

I tempi cambiano, ed anche la morale politica scende sempre più verso il basso.
Non bastano più i pregiudicati e gli inquisiti nelle liste elettorali, ora arriviamo ai carcerati eletti.
E' la storia di Armando Chiaro, neoconsigliere comunale di Quarto flegreo in quota PdL: l'uomo è stato arrestato nelle scorse settimane con l'accusa di essere un prestanome del clan camorristico Polverino ed è attualmente in carcere. Eletto con ben 385 preferenze.

La Senatrice campana del Partito Democratico Maria Fortuna Incostante è la prima a denunciare la vicenda: "È certamente grave che questa persona abbia raccolto un consenso tale da poter sedere in consiglio. Ma è altrettanto inaccettabile il silenzio dei dirigenti di fronte a questa vicenda. Perché i vertici del partito di Chiaro non si dissociano da questo 'successo' che contribuisce ad accrescere la zona d’ombra attorno al Pdl in Campania? Il Pd non consentirà che su questa vicenda cali il silenzio e, soprattutto, si batterà affinché non si consegni Napoli a questa destra".
Teresa Armato, altra senatrice PD, componente della commissione Antimafia, già la scorsa settimana aveva presentato una interrogazione urgente sulla vicenda alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministro dell'Interno Roberto Maroni. Ora arriva da parte sua un'altra interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di verificare che le elezioni del 15 e 16 maggio si siano svolte "senza condizionamenti da parte della criminalità organizzata".

Va comunque sottolineato che Massimo Carandente Giarrusso, il nuovo sindaco di Quarto flegreo del Pdl, aveva dopo l'arresto preso pubblicamente le distanze da Armando Chiaro, ed aveva chiesto ai concittadini di non votarlo.
Un gesto che sicuramente merita apprezzamento, ma che senza opportuni meccanismi legali ed elettorali che preservino l'integrità morale delle liste, si riduce a parole al vento.

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