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Enea Melandri

lunedì 21 marzo 2011

Il Business della Giustizia Privata

L'Organismo unitario dell’avvocatura sta manifestando sotto Montecitorio contro la nuova trappola escogitata dal Parlamento per indebolire la giustizia civile e favorire amici, parenti, amici dei parenti e così via.
Dal 20 marzo parte della giustizia civile sarà amministrata da privati.
La riforma, questa veramente epocale, impone, prima del tribunale, di tentare una conciliazione tra le parti. Per i contenziosi riguardanti diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, contratti di locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento da responsabilità medica e da diffamazione a mezzo stampa, contratti assicurativi, bancari e finanziari, ci si dovrà rivolgere ad un 'mediaconciliatore' che, dietro pagamento, proverà ad accordare le parti.
Con questa legge, nuove spese vanno a gravare sui cittadini, e si crea così un vero e proprio business della giustizia privata.
Per accedere alla mediazione entrambe le parti in lite devono pagare il mediatore (il quale avrà quattro mesi a disposizione per metterli d’accordo): il ministero ha preparato una tabella cui si possono uniformare i prezzi dei mediatori. Prima, però, il cittadino dovrà pagare i 40 euro per le “spese di avvio del procedimento”.

Il Fatto Quotidiano simula un esempio:
Avanziamo 70 mila euro da un’assicurazione. Vorremmo adire le vie legali, ma la nuova legge lo impedisce. Allora paghiamo 40 euro e ci rivolgiamo ad un organismo di conciliazione. Poiché la cifra che vorremmo è di 70 mila euro, “all’inizio del primo incontro di mediazione” dobbiamo versarne almeno 500 al mediatore (vale a dire non meno della metà dei mille che dovremmo dargli entro la fine del procedimento). Se il mediatore formula una proposta, allora dovremmo dargli altri 200 euro, e siamo a 1240. A questo punto, se avremo contro una assicurazione, probabilmente dovremo dotarci di un legale. E se di mezzo c’è un qualche incidente, anche di un parere medico. Tutte spese che sono a carico del cittadino. Scaduti i quattro mesi, però, le due parti potranno benissimo non essere d’accordo. Allora che si fa? Solo allora si potrà andare in tribunale. E i soldi spesi? Sono rimasti al mediatore, all’avvocato che ci ha seguito e all’eventuale esperto che abbiamo dovuto consultare. Per nulla.

Casualmente, anche la moglie del ministro Alfano lavora per una società di mediazione.

2 commenti:

  1. La filosofia della destra: profitto e speculazione non devono avere confini. E l'interesse del cittadino? Che si adegui agli interessi dei più furbi!

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  2. questa nuova legge favorisce solo i farabutti.

    la legge, non è mai stata eguale per tutti
    ma con questa legge,
    al popolino per non soccombere
    hai farabutti
    gli rimane una sola cosa, farsela da se. NESSUNO1°

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