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Enea Melandri

mercoledì 27 luglio 2011

Io Avrei proprio Cambiato Televisore

Inaugurato il 'Cantiere Popolare', il laboratorio politico che vuole portare il PID (per chi se lo fosse perso, sono i Popolari di Italia Domani) nella grande famiglia del Partito Popolare Europeo. Nata da una costola dell'UDC, la formazione conta 4 deputati 'responsabili', tra cui il Ministro Saverio Romano.
Tra gli applausi del pubblico accorso al cantiere, dichiara Romano: "... la famiglia naturale! ... la famiglia fatta con un uomo e una donna che si sposano per avere figli, non quelle famiglie che abbiamo visto sposato ieri a Madattan in quelle scene che realmente fanno rabbrividire ... io avevo la mia bambina accanto e ho dovuto cambiare canale della televisione ... è logico che sia così, la bambina di 6 anni mi chiederà ma perché quei due uomini si baciano, perché si sposano, ed è complicato poterglielo spiegare ... quando ancora le nostre televisioni danno ancora questi messaggi negativi".
Che rischio! Meno male c'era il telecomando a portata di mano!

A far rabbrividire qui ci sono solo le tue parole, caro Saverio, intrise di un peloso bigottismo dal sapore reazionario, e i 'messaggi negativi' non sono certo da ricercare in due persone - adulte, consenzienti, ma questo c'entra poco o nulla - che si amano. Mi sembra di cattivo gusto lanciare una simile accusa, ma evidentemente questo piccolo omuncolo non è neanche in grado di parlare con la figlia, suppongo chiamerà qualcun'altro a spiegarle come nascono i bambini, magari un prete.
Da notare poi nell'ultima frase "..quando ANCORA le nostre televisioni danno...", evidentemente per il futuro il nostro ministro sogna una bella tv monotematica e magari anche monocanale, che azzeri ogni punto di vista e non parli delle differenze del mondo.
Davvero gran brutte cose la Cività ed il Progresso.
E questo è un Ministro della Repubblica Italiana.

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Non è un Controsenso

Quando mi sentono dire che sono di Sinistra, mi becco le occhiatacce dei liberali più puri, che subito mi etichettano come l'ennesimo avversario comunista. Viceversa, gli amici più rossi imbracciano falce e martello e mi danno pacche sulle spalle, sdilinquendosi in inni stalinisti.
Quando però mi sentono parlare di Libero Mercato e Libera Concorrenza, apriti cielo!
Non è questo il momento di parlare di come la NOSTRA destra si sia arrogantemente impadronita di questi termini, e di come la NOSTRA sinistra l'abbia allegramente lasciata fare, ma io sono dell'idea che un sano liberalismo (vogliamo definirlo 'progressista'?) sia da considerare come elemento basilare della cultura politica della sinistra.

Dire, ad esempio, che sarebbe bene abolire o ripensare gli Ordini Professionali, che classifico come corporazioni e caste autoreferenziali che ostacolano la concorrenza e quindi il diritto dei consumatori di fruire di un servizio o di un prodotto a minor costo, non credo sia un discorso di destra. Si tutelano da un lato i diritti dei cittadini, e dall'altro se ne esalta la libertà personale, di fare impresa, commercio, sviluppo.
Considero questo modo di pensare, per certi versi, più a sinistra di molte correnti ultracomuniste, che vorrebbero una società immobile ed arroccata sui suoi modelli e le sue posizioni.

Se poi vogliamo allargare il campo d'azione oltre l'economia, anche i matrimoni gay sono un esempio di pensiero liberale, la libertà di stampa è liberale, la regolarizzazione della prostituzione è liberale, l'antiproibizionismo è liberale, il testamento biologico e l'eutanasia sono liberali. Per cui, Compagni che vi riempite la bocca di Lenin e Mao, ma che vi stracciate le vesti per Eluana Englaro, per la libertà d'inchiesta della Gabanelli, per Gianluca e Michele che vogliono sposarsi, per il ragazzo sbattuto in carcere per due canne, ma che preferireste essere accusati d'omicidio che di essere liberali, sappiate che tutte queste Vostre (Nostre) lotte sono di matrice liberale.
E non c'è niente di male, non andate a cercare vaccini o icone a cui giurare fedeltà.
Si può ambire ad un'istruzione pubblica, gratuita ed obbligatoria per tutti, credere in un sistema sanitario efficiente, difendere il contratto nazionale del lavoro, lottare per uno stato laico e rispettoso delle differenze, anche senza essere comunisti; sono cose possibili anche nelle idee di un progressista liberale, un liberalsocialista.

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martedì 26 luglio 2011

Amy ha Scelto

"Hanno tentato di portarmi in un centro di riabilitazione ma ho detto NO, NO, NO" sono le parole della cantante Amy Winehouse, trovata morta sabato pomeriggio a casa sua, a Londra, probabilmente per overdose. Una voce, ed un talento, fuori dal comune quelli di questa cantautrice britannica, spentasi a soli 27 anni come tanti altri artisti prima di lei.
Ma Amy ha scelto di morire, ha scelto la strada dell'autodistruzione tra alcol e droga, anche quando la società ha tentato di farle imboccare un percorso di riabilitazione, come scrive nel suo 'testamento musicale', la canzone Rehab.

I media ed i social network sono stati travolti dal fragore della notizia, alzando un'onda emotiva che si è allargata in ogni direzione.
"Era ricca e famosa, che bisogno aveva della droga?" è la sintesi di molti commenti che si leggono in rete. E bravi i miei filosofi da due soldi, che prima snocciolate perle come 'il denaro non dà la felicità' poi vi lanciate in questi ripugnanti materialismi.
Ma c'è anche chi la innalza come simbolo di libertà e di coraggio: "Un esempio da imitare per tutti i disperati" scrive Federico Mello sul Fatto Quotidiano. Un'opinione che non condivido, perchè è vero che Amy ha vissuto liberamente i suoi 27 anni senza conformismi, ma si è anche visto dove l'ha portata la sua libertà, e non si può idolatrare una tossica alcolizzata che ha buttato - seppur consapevolmente - la sua vita nel cesso.

Arriva poi Forza Nuova, che a poche ore dal ritrovamento del corpo già mandava in stampa i manifesti con la foto della cantante e lo slogan "SE TI DROGHI NON TI AMY". E qui s'è alzato il finimondo, tra accuse di 'mancanza di rispetto' e di 'strumentalizzazione'.
Il rispetto ai morti mi sembra uno dei più insensati stereotipi delle religioni: il rispetto si porta ai Vivi, se se lo meritano; non come nel mio dialetto che accanto al nome di un defunto si mette sempre - per rispetto - l'aggettivo PUOR (Povero, poveretto, ndr). Mia nonna fu sommersa di insultì quando arrivò a dire 'E PUOR CRAXI'.
Non ritengo fondata neanche la colpa dell'uso strumentale, perchè non si distorce la realtà, non si dice o si sottende alcuna falsità. Lo vedo come un giusto messaggio di sensibilazzione, veicolato forse in maniera un po' forte, ma diretto ed onesto.

E tutto questo, sia chiaro, lo dico da antiproibizionista, a favore della legalizzazione delle droghe leggere (anche se adesso va di moda la frase "non esistono droghe leggere!") e della regolarizzazione di quelle pesanti: creare canali di distribuzione (sert, ospedali..) più facili per strapparne il monopolio alla criminalità e aprire le 'sale del buco' dove assumere droghe senza rischi di nuocere alla propria o all'altrui incolumità.

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lunedì 25 luglio 2011

Viva Breivik?

Una dichiarazione che lascia allibiti, quella di Bruno Berardi, presidente dell’Associazione Domus Civitas, vittime della mafia e del terrorismo ed esponente di Fiamma Tricolore:
"Finalmente si sta risvegliando una coscienza comune per difendersi dalle forti invasioni che i cercatori di profitti a ogni costo di tutto il mondo ci hanno costretto a subire tenendoci in ostaggio con mille bugie senza poter reagire. Questa gente distrugge il nostro benessere, la nostra religione cristiana e la nostra cultura. Pertanto viva Breivik".

E' questo che vi insegna la vostra religione? Ad ammazzare gente indifesa per difendere la vostra cultura?
Più sento cose di questo tipo e più mi sento un integralista ateo.

Senza Neanche il Bagno

Wow finalmente vede la luce l'ultima sparata leghista! Tre ore di cerimonia per inaugurare gli uffici pluri-ministriali a Monza. Centocinquanta metri quadrati in tutto, un ufficio per Bossi, uno per tre ministri, Tremonti, Calderoli e Brambilla, ed uno per il personale (due dipendenti al massimo, dicono); due divanetti, zero telefoni, un computer, due statuette dell'Alberto da Giussano.
Alle pareti, però, dopo mesi di assurde battaglie ideologiche, neanche un crocifisso: una foto di Napolitano, una del Senatur, degli arazzi e dei quadri che raffigurano il giuramento di Pontida e la battaglia di Legnano.
"Un sogno che si avvera" dicono entusiasti "sarà il nostro pensatoio, per rilanciare l'economia".

Non mancano le polemiche: alcuni deputati Pdl del Lazio parlano esplicitamente di regressione feudale.
Simili i toni del sindaco di Roma Gianni Alemanno: “Quello che è avvenuto oggi a Monza rimane inaccettabile da tutti i punti di vista. Anche se la Lega, dopo la vittoria delle mozioni parlamentari a favore di Roma Capitale, ha dovuto ripiegare dall’iniziale proposta di spostare sedi dei Ministeri al nord alla semplice creazione di ‘uffici decentrati’ e ‘sportelli del cittadino’, l’iniziativa è impresentabile sia sul piano simbolico sia sul piano sostanziale" e conclude “E’ l’esatto contrario dello spirito autentico del federalismo”.

Anche dall'Onorevole Iannaccone, di Noi Sud, parole dure “Dopo l’apertura a Monza degli uffici distaccati dei ministeri dell’Economia, delle Riforme, e della Semplificazione normativa abbiamo avuto la conferma di un esecutivo succube della Lega"; però anche lui vuole la sua parte di fuffa "Nei prossimi giorni ci aspettiamo un segnale chiaro dal governo con l’individuazione al sud di quattro sedi distaccate dei ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente, del Turismo e delle Politiche agricole. Tuttavia" un barlume di buon senso "siamo consapevoli che non è con le sedi di rappresentanza che si supporta un territorio, ma con misure concrete a sostegno della sua economia, dei suoi imprenditori, dei suoi commercianti e della sua classe lavoratrice. O il presidente Berlusconi e il governo accolgono le nostre richieste o saremo costretti a rivedere il nostro appoggio ad un governo che sta deludendo profondamente il popolo meridionale”.

Operatività della struttura: assente (si parla di settembre).
Eccola la Rivoluzione Padana dopo 10 anni di governo!