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Enea Melandri

lunedì 6 giugno 2011

Sindaco, Resista

Anche Allemanno mi tocca difendere.
Chiedo a tutti i cattolici di dissociarsi dai toni criminali usati dal sito Pontifex, perchè non voglio pensare che quelle frasi rozze, volgari e reazionarie rappresentino una fede religiosa.

Il sito chiede le dimissioni del sindaco di Roma Gianni Alemanno, perché avrebbe “offeso la città, che non gli appartiene, ma della quale lui dovrebbe essere il primo servitore, offeso il decoro e il buon gusto della città 'Caput Mundi' e sede del Vicario di Cristo, e infine offeso i sentimenti della gran maggioranza dei cittadini“.

Cosa avrà mai fatto il primo cittadino per meritarsi questa richiesta?
A far digrignare i denti a Pontifex, è il SI' di Alemanno all'EuroPride che si svolgerà questo fine settimana proprio nella Capitale; colpevole quindi di dare “il benvenuto al gran numero di malati che sono affluiti e affluiranno a Roma, non per cercare di guarire, ma per urlacchiare che sono felici di essere malati“.
Al Pride, a sentir loro, parteciperanno "poveri infelici, condannati dal conformismo imperante a ostentare la loro patologia, dando vita a pubbliche manifestazioni che danno ormai la nausea, non solo per il loro contenuto intrinsecamente osceno, ma anche per una ripetitività sempre più ossessiva". La città verrebbe ridotta ad "un circo di zombie che esibisce questi tragici clown della perversione".

Certe parole sono davvero troppo, non importa se si è credenti, omosessuali o no, qui sono in gioco la Civiltà ed il Rispetto per gli altri. I rigurgiti di Pontifex sono sbagliati anche da un punto di vista scientifico, in quanto l'omosessualità non è considerata più una malattia mentale dal 1990.
Nonostanta abbia le mie incertezze riguardo ai vari Pride, spero che sabato Roma venga INVASA da 'malati', 'zombie' e 'clown'.

E' proprio vero, la fede può tutto. Anche farmi essere solidale con un exfascista.

Zac!

Jessica Brugali è la nuova Miss Padania del 2011.
La cosa interessante è l'intervista pubblicata sul sito de il Giornale, dapprima in versione integrale, poi, dopo qualche ora, 'misteriosamente' tagliata.

Cosa è stato soppresso?
Intervistatore: "Domenica si vota per i referendum. C’è quello sul nucleare"
Jessica: "Io sono contraria al nucleare".

Ce ne sarebbero altri, di spunti di discussione, come la parte per cui i terroni, anche se nativi e residenti al nord, non dovrebbero partecipare al concorso, ma da una 18enne cresciuta a pane e celodurismo leghista non possiamo aspettarci molto altro.

In Cerca di Normalità

Berlusconi infrange (anche) le leggi del suo stesso partito.
Dopo la batosta elettorale (che, attenzione, non equivale ad un successo per la maggiore forza di opposizione, come spiego qui), il Presidente del Consiglio tenta di dare al suo partito una parvenza di normalità.
Lo fa convocando in fretta e furia un 'ufficio di presidenza', ed imponendo ai presenti la figura di Angelino Alfano, che lascerà il Ministero della Giustizia per diventare 'segretario nazionale' del Pdl. Una nomina avvenuta "per acclamazione", "all'unanimità", "senza nessun intervento dissonante", ha spiegato orgoglioso il Premier. In poche parole, ha deciso lui, e al diavolo la democrazia interna.
C'è un Però: nello statuto del PdL la figura del segretario nazionale non c'è mica!

Per poterla istituire, a detta dello statuto, bisogna convocare nientemeno che il "consiglio nazionale" del Partito, e seguire tutte le procedure, illustrate da Italia Oggi:
Lo statuto prevede che ne facciano parte (del consiglio nazionale, ndr) parlamentari nazionali ed europei, coordinatori regionali, provinciali, di capoluoghi, membri del governo, consiglieri regionali, capigruppo e vicecapigruppo nei consigli provinciali e nei maggiori comuni, e molti altri ancora. Sono parecchie centinaia di membri: quindi, un organismo impossibilitato ad agire e a dibattere. Al consiglio nazionale compete, fra un congresso e l'altro (ma quando mai si terrà il secondo congresso del Pdl, che sarebbe poi il primo vero?), modificare lo statuto. Viene la curiosità di sapere se avrà il numero legale per decidere, posto che occorre 'il voto favorevole di 2/3 degli aventi diritto al voto' (non 'dei presenti', ma degli aventi diritto!). Sarà arduo riuscire ad avere presenti i 2/3 dei consiglieri, ammettendo che poi si esprimano all'unanimità.

Quanto accade nel PdL è uno dei segnali che potrebbero preannunciare la fine del berlusconismo, inteso come politica basata sul carisma e sull'egocentrismo del leader, e aprire le porte ad una nuova stagione. Attenzione, però, perchè il berlusconismo nasce dalle ceneri del craxismo, e la nuova fase potrebbe significare solo un nuovo suonatore per il medesimo spartito.

mercoledì 1 giugno 2011

Forse sta Tornando

Per le strade stanno comparendo i manifesti per la campagna referendaria. Alcuni tematici, con foto di rubinetti o funghi atomici, altri con un generico '4 Sì'.
Manca però qualcosa. E quelli per il NO?
Mi è stato detto da un signore che si sta occupando di affiggere i manifesti, che anche agli oppositori dei referendum sono stati assegnati degli spazi, ma che loro non li attaccano.
Ovviamente, non serve un genio per capirlo, i sostenitori del NO puntano a far mancare il quorum, invalidando così la consultazione.

Ma non è sempre stato così.
Una volta c'era un sentimento sociale molto profondo che univa i cittadini, un'affezione così intensa per la politica, che anche il fronte del NO ai referendum doveva esporsi con gli elettori per perorare la sua causa.
Oggi il dubbio non è se vince il Sì o il No, ma se si passa o no il quorum.
Ieri sera ho partecipato ad un incontro sui referendum, in particolare si parlava dell'acqua. Ovviamente, come accade in queste occasioni, dibattendo si è finiti a parlare un po' di tutto.
"Se in un referendum si raggiunge il quorum è chiaro che vince il sì" diceva qualcuno intervendo. Non me la sono sentita di perdere tempo a smentirlo, dopotutto lottiamo tutti per la stessa causa, ognuno con le sue differenze, ma tante volte, in passato, a quorum raggiunto e consultazione valida, vinceva il NO.
Dal '74 all'85, 16 quesiti referendari vennero bocciati dalla Volontà Popolare, non dall'Astensione.

Una volta c'era la Passione e la Responsabilità dei Cittadini verso la Politica.
E la Piazza di ieri, come la Piazza gremita a Milano per la Vittoria di Pisapia, forse sono un segnale che questa Passione sta tornando.

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A Ravenna Nudi in Fuga

Il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ce l'ha fatta, ha cacciato i naturisti dalla spiaggia della Bassona, a Lido di Dante.
Dopo anni di liti e scontri, l’Aner, l’associazione dei naturisti dell’Emilia Romagna, ha deciso di abbandonare una delle sue mete storiche. “Ravenna ha chiuso con noi” fanno sapere dall’associazione “Questo vorrà dire un 20 per cento di presenze in meno. Chi ci ospita, e più che volentieri, lo abbiamo trovato nel Veneto remoto, quello più leghista che mai”; Laguna de Mort, a due passi da Jesolo.
La pazienza dell'Aner è finita: “Non consiglierò più la zona di Ravenna come meta per naturisti” dice l’avvocato bolognese Jean Pascal Marcacci, presidente dell'associazione “Siamo stufi di cinque anni di mancata collaborazione con le autorità locali. Non ho più voglia di combattere contro un sindaco intollerante che dice sempre no”.

Nella spiaggia veneta ci sarà tutto quello che è sempre mancato alla Bassona: strutture adeguate ed un’associazione che si occuperà di garantire la sicurezza, la pulizia, e il decoro.
Come si è arrivati a questo punto? Il vento è cambiato solo di recente, dal 2006, con l'insediamento del primo cittadino Matteucci (riconfermato per un secondo mandato poche settimane fa), ma con l'amministrazione precedente (Mercatali) si era arrivati nel 2002 all'approvazione di un'ordinanza per legalizzare e destinare i 1000 metri di Lido di Dante alla pratica naturista, affidando la gestione della spiaggia alle associazioni.

La storica spiaggia, che dagli anni settanta ospita naturisti provenienti da ogni parte d'Europa, rimarrà così un deserto. L'atteggiamento bacchettone ed intollerante dell'amministrazione comunale costerà molto a Ravenna, non solo in termini di turismo ma di tutto il mercato collaterale, come ad esempio i nuovi condomini che di recente erano stati edificati in quella zona.